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Expo Venice, Mattiazzo amministratore unico: ma ancora niente soluzioni

Venerdì l'assemblea dei soci della società. Dura nota contro Ronsisvalle. Affitto di alcuni rami d'azienda per salvaguardare la maggior parte dei posti di lavoro. La strada è lunga

Era il giorno della possibile resa dei conti: venerdì mattina, infatti, si è svolta l'assemblea dei soci della società Expo Venice, alle prese con le note difficoltà finanziarie dopo il flop di Aquae Venezia, la costola lagunare dell'Expo di Milano che al posto di attrarre 800mila visitatori, come paventato, ne ha registrati solo 80mila. Risultato: debiti su debiti e il tentativo di trovare nuovi soci in grado di rimettere in sesto la baracca. Per varie vicissitudini fino a questo momento non è stato così: in primis per la querelle riguardante il finanziere Umberto Ronsisvalle, che in una nota Expo Venice descrive come "sedicente finanziere" e "causa di gravi danni". Al termine della riunione, alla presenza del presidente di Expo Venice, Cesare De Michelis, è stato deciso di sostituire il Consiglio di amministrazione con la figura di un amministratore unico. L'assemblea ha deciso che sarà Giuseppe Mattiazzo, già amministratore delegato. Sarà lui quindi a cercare soluzioni alla crisi finanziaria che ha colpito la società, avvalendosi delle indicazioni di due advisor, il professor Matteo De Poli e il dottor Gianluca Vidal. 

Il comunicato di Expo Venice è molto duro nei confronti di Umberto Ronsisvalle: "Sono state ripercorse le vicende che hanno caratterizzato soprattutto l’ultimo anno dell’azienda ed è stato posto l’accento sulla presunta offerta economica di una cordata guidata dal sedicente finanziere Umberto Ronsisvalle, che prevedeva l’affitto come ramo d’azienda di Expo Venice attraverso la società veicolo Venezia 4.0 controllata dalla CVM S.p.a. di Ronsisvalle - si legge nella nota - L’operazione, definitivamente annullata per inadempienze contrattuali di Ronsisvalle stesso, ha causato ad Expo Venice gravi danni, a partire dalla perdita della gestione del Pala ExpoVenice di proprietà di Condotte, fino alle aspettative prive di fondamento suscitate nei clienti, che hanno costituito un duro colpo alla credibilità dell’azienda. Tra i danni maggiori dell’operazione condotta da Ronsisvalle c'è stato l'impedire ad Expo Venice di proseguire autonomamente nella pur difficile trattativa con Condotte e di percorrere quindi altre soluzioni di accordi che sarebbero state altrimenti possibili preservando il padiglione".

La buona notizia riguarda la parziale soluzione alternativa trovata, dopo l'annullamento del contratto con Ronsisvalle, che prevede l'affitto come ramo d'azienda dei comparti dei “Servizi turistici e congressuali” e del “Contact Center” a una nuova società indicata dal consorzio ARV di Bologna, specializzato nella logistica, "preservando così la maggior parte dei posti di lavoro", si sottolinea. "Il ramo dedicato alle fiere e alle esposizioni - si conclude - rimarrà in capo a Expo Venice con i marchi Salone Nautico di Venezia, Festival del Mare, Festival dell’Aria, Open Air Expo, Digital Expo, Mare Maggio, ArtigianExpo. Per questo ramo si sta cercando una soluzione per evitare di disperderne il valore e le professionalità collegate". 

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