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Cronaca

E se le "polizze romene" saltassero? Sono tante le Usl con il fiato sospeso

La finanza ha sequestrato le carte dell'appalto vinto dalla City Insurance con la Regione per la copertura assicurativa per irregolarità. Ma ci sono altri contratti in essere. Zaia: "Paghiamo noi"

I soldi sono rimasti in cassa, "bloccati" dalla guardia di finanza di Venezia. Ma ora la domanda è: le Usl possono godere di una copertura assicurativa "effettiva"? Le Fiamme Gialle hanno sequestrato a inizio settimana le carte della gara d'appalto vinta dalla compagnia romena City Insurance sulla copertura assicurativa della sanità regionale. I 76 milioni di euro in più tranche che Palazzo Balbi avrebbe dovuto sborsare in tre anni sono quindi rimasti a bilancio. Il direttore generale della società estera, infatti, è indagato per turbativa d'asta e false attestazioni. Nelle carte presentate avrebbe omesso di indicare che la società fino a dicembre 2011 era eterodiretta dalla "Dacia spa". Un pentito avvicinerebbe anche la compagnia alla Camorra. Ce n'è abbastanza per fermare tutto e avviare accertamenti.

 

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Il problema principale è che la City Insurance ha in essere molti contratti di copertura assicurativa con aziende sanitarie italiane: solo nel Veneziano ci sono San Donà, Venezia e Mirano. A fronte di un capitale sociale di dieci milioni di euro e un volume d'affari per il 2011 di 50 milioni, in caso di "catastrofi" o premi ingenti da pagare, sarebbe saltato il banco. Solo per caso finora non è successo. Non ci sarebbero stati i soldi per pagare i cittadini danneggiati da eventuali negligenze o errori medici.

 

E i contratti sono ancora lì, firmati e controfirmati. La guardia di finanza sta controllando le carte di tutti gli appalti vinti dalla City Insurance nel Veneziano. Perché se le Usl rimangono senza rete assicurativa, poi chi paga? A entrare in gioco è la Regione, il cui presidente Luca Zaia rassicura: i soldi in questi casi per i cittadini ci sono. Ora i tecnici di Palazzo Balbi, però, devono muoversi velocemente per trovare un'alternativa valida alla City Insurance, sperando che nel frattempo non accadano cataclismi. Un limbo pericoloso.

POSSIBILE RICHIESTA DANNI MILIONARIA - Altra problematica da affrontare è la possibile richiesta danni milionaria che la City Insurance potrebbe intentare nei confronti della Regione Veneto. Dopotutto è sempre una rottura di un contratto firmato. Anche le Usl rimangono col fiato sospeso.

 

Il presidente della società Nicolae Musat ha scritto una lettera aperta specidicando che "la compagnia non è destinataria di alcuna formale indagine di polizia o quantomeno non è stata ufficialmente informata di ciò; relativamente la provvisoria aggiudicazione alla scrivente della gara d’appalto per la Regione Veneto avvenuta lo scorso dicembre 2011, ad oggi non v’è stata né la revoca dell’aggiudicazione provvisoria né la definitiva aggiudicazione che avrebbe determinato l’emissione di contratti assicurativi e quindi la maturazione dei premi. L’ingresso della City Insurance nel settore medmal evidentemente non è stato gradito dalla "lobby" dei preesistenti e attuali competitors (due/tre), anch’essi stranieri, che detengono oltre il 50% del pacchetto nazionale, contrariamente alla scrivente, titolare solo del 5%-7%. Per quanto sia comprensibile la possibile preoccupazione per quanto sta accadendo— dice Musat alle Usl — intendo rassicurarvi e mi adopererò in ogni modo per combattere questa campagna diffamatoria".

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