Safilo, sciopero di 8 ore negli stabilimenti: «Codice Ateco o no, c'è un allarme»

A Santa Maria di Sala e Padova Filctem Cgil si astiene da sola. Tutte le sigle confederali si fermano invece a Longarone e Martignacco

Safilo Santa Maria di Sala

«C'è una allerta a livello nazionale per l'emergenza coronavirus, con decreti e ordinanze che hanno stretto sempre di più sulle unità produttive che devono restare attive, e che prescrivono alle persone di restare chiuse in casa - scrive la sigla Filctem Cgil Venezia in merito all'astensione lavorativa proclamata alla Safilo (produzione occhiali da vista e sole) di Santa Maria di Sala da domenica -. Di fronte a questa situazione abbiamo dichiarato lo sciopero per il turno della notte tra sabato e domenica, da mezzanotte alle 6, e per 8 ore nella giornata di lunedì 23 marzo. La decisione dell'azienda di tenere aperte le produzioni e mettere al primo posto il profitto, anziché la sicurezza che questa condizione merita, ci ha portato in questa direzione».

Sigle distanti

Codice Ateco o meno, presente nell'allegato al decreto del presidente del Consiglio del 22 marzo, Cgil a Venezia e a Padova ha deciso di fermarsi, indipendentemente dalle altre sigle. «Quello che sta succedendo crediamo non possa far stare tranquillo nessuno. Invitiamo l'azienda - scrive il sindacato veneziano - a dimostrare senso di responsabilità. Abbiamo provato in tutti i modi a chiedere di salvaguardare l’integrità fisica e mentale dei lavoratori sospendendo l’attività produttiva già a partire da domenica, utilizzando le misure idonee di sostegno al reddito. Ma per ora non abbiamo avuto segnali. Ulteriori stati di agitazione - conclude - verranno comunicati».

Conversione produttiva

Cgil commenta che l'azienda «avrebbe potuto dimostrare una maggior sensibilità all'emergenza decidendo di dirottare la produzione verso oggetti immediatamente utilizzabili negli ambienti ospedalieri (occhiali protettivi o visiere, ad esempio)». Target di questo gruppo restano gli articoli di alta moda, le griffe, incluse quelle delle montature degli occhiali da vista che si rivolgono a nicchie molto particolari di mercato. «La Filctem Cgil di Venezia ha altresì tentato di proclamare uno sciopero unitario, così come concordato a livello nazionale, ma non abbiamo avuto riscontri positivi», scrivono.

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Il codice Ateco

Fino a questo momento, precisa la categoria, «sono sempre state adottate misure di protezione nelle sedi (mascherine e distanza minima) ed è sempre stata fatta disinfezione nei laboratori. Ma ora non si può pretendere di far rientrare questi accessori fra le produzioni indispensabili». A Longarone e Martignacco lo sciopero è stato dichiarato unitariamente da tutte le sigle sindacali confederali: Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. A  Longarone lo sciopero è diventato poi stato di agitazione in attesa di capire se l'azienda chiuderà e quando. A Venezia e Padova forse nelle prossime ore ci saranno incontri fra rsu e vertici Safilo per trovare una direzione. Sembra probabile che intorno al 25 marzo l'azienda opti per una chiusura degli stabilimenti veneti e di Martignacco (Udine) con ricorso agli ammortizzatori sociali. In merito al codice Ateco di appartenenza dell'attività Safilo è intervenuto anche il livello sindacale regionale. In questo caso i sindacati hanno chiamato in causa il prefetto e le istituzioni competenti affinché valutino la essenzialità o meno di questo genere di produzione e la sicurezza delle migliaia di lavoratori impiegati nelle varie sedi: «In considerazione della numerosità delle persone occupate in queste aziende siamo a richiedervi se rientrano o meno tra quelle per le quali il sopracitato dpcm prevede la prosecuzione dell’attività».

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