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Addio ad Attilio Carminati, decano della poesia in dialetto veneziano

La città piange la scomparsa di una delle sue penne più prestigiose, il "Marciatore poeta" che ha saputo trasmettere l'eleganza del "venexian"

Il mondo della letteratura piange Attilio Carminati, decano dei poeti veneziani, scomparso nella notte tra lunedì e martedì. Il grande letterato avrebbe compiuto 91 anni il 26 settembre.

TRA SPORT E LETTERATURA – Carminati, dal 1955 dipendente della Provincia di Venezia, in gioventù, dopo aver militato nell'esercito del generale Badoglio, coltiva la passione per il teatro e lo sport, arrivando a vestire anche l'azzurro della nazionale di marcia agonistica con cui per poco non partecipa alle olimpiadi di Helsinki. Proprio la sua duplice passione gli vale in quegli anni il soprannome di “Marciatore poeta”.

LA MUSICA DEL DIALETTO – Dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti per le sue opere in lingua italiana, conseguendo anche diversi premi letterari, Carminati decide di diventare portabandiera del dialetto veneziano. Oltre ai suoi scritti, a renderlo particolarmente importante nel panorama culturale lagunare sono le sue traduzioni, sia quelle “sacre”, come il “Vangelo in Venexian”, “Un fià de Bibia in Venexian”, che quelle storiche, come le sue rivisitazioni dialettali della “Chanson de Roland” e delle opere di François Villon. I funerali del decano della poesia veneziana si terranno giovedì 25 luglio alle 9 nella chiesa di San Nicolò al Lido.

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