Cronaca Dorsoduro / Zattere

Blitz degli attivisti alla sede della Venice Vac dell'oligarca russo

Domenica mattina la mobilitazione dei centri sociali del nordest. «Contro gli imperi e contro le guerre. Costruiamo autorganizzazione dal basso». Il 2 giugno prevista una grande mobilitazione per la pace

«Contro gli imperi e contro le guerre. Costruiamo autorganizzazione e reti di solidarietà dal basso». Occupata domenica mattina la sede della Vac Foundation Venice alle Zattere, fondazione di arte contemporanea fondata da Leonid Mikhelson, oligarca russo strettamente legato al Cremlino, presidente del cda e maggiore azionista di Novatek, la seconda azienda di gas della Russia. Il blitz a Venezia è opera degli attivisti dei centri sociali del nordest.

Contro la guerra

Il palazzo, di proprietà dell’Autorità Portuale di Venezia, è stato dato in concessione alla Fondazione nel 2014, e negli anni ha ospitato varie mostre di stampo artistico. Almeno fino allo scoppio della guerra, dopo la quale l’edificio è stato chiuso, e l’esibizione in programma annullata. Leonid Mikhelson rappresenta tutte le contraddizioni insite nella retorica russa contro la Nato. «Una polarizzazione che esiste solo nella retorica dei media e di chi continua a prendere parola solo per avere un posto nel teatrino mediatico - scrivono i militanti - Se da una parte quanto è successo ci parla di un paese invasore, dall'altra la guerra che si sta svolgendo ora è frutto, come tutte le altre guerre che opprimono popoli e territori, dello scontro tra due imperi differenti solo di facciata ma profondamente simili, basati su capitalismo, sfruttamento, violenza, oppressione. I forti legami che si sono sviluppati negli anni ne sono la perfetta rappresentazione: dipendenza dal gas, finanziamenti privati, interi mercati basati sulla ricchezza dell’uno o dell’altro. Ci sono le parole delle istituzioni, ci sono gli interessi privati e poi ci sono tutti i civili che subiscono le guerre. Ed è dalla loro parte che noi scegliamo di stare. Vogliamo affermare con forza che noi sappiamo benissimo da che parte schierarci: contro Putin, contro la Nato, dalla parte dei civili sotto le bombe, e di chi scappa dalle guerre o chi resta».

L'appello

A inizio maggio gli stessi attivisti hanno partecipato a una carovana di solidarietà che è arrivata in Ucraina, a Leopoli. «Abbiamo incontrato movimenti sociali, sindacali, collettivi femministi che si battono contro l’invasione militare e contro quella del capitale. Siamo con i nostri fratelli e sorelle in Ucraina, siamo con loro nella richiesta di un paese libero in cui sperimentare politiche inclusive e di giustizia sociale, contro la visione dell'Ucraina come territorio di sperimentazione di nuove armi o di nuove forme di capitalismo. Quello di oggi è un primo passo: lanceremo una campagna di raccolta fondi per le reti di solidarietà dal basso che abbiamo incontrato in Ucraina, mentre il 2 giugno ci troveremo ancora per una grande mobilitazione per la pace, contro gli imperi e contro le guerre. Costruiamo insieme una mobilitazione nei nostri territori, in collegamento ideale con le altre manifestazioni che ci saranno in altre città italiane, da Pisa a Genova».

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