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Cronaca

Autista Actv pestato, parla il direttore Seno: «Un atto di delinquenza. Famiglie spesso assenti»

Domenica il conducente della linea 5e è arrivato al Pronto soccorso ferito e con un occhio tumefatto. «Aggredito da dieci giovani». Ora disturbi alla vista. L'appello delle Rsu. «Fermare la violenza». A Bibione bravata di 5 minorenni sul tetto del bus

«Condanniamo con fermezza il fatto che ha carattere delinquenziale, perché perpetrato ai danni di un lavoratore in servizio per la collettività. Siamo a disposizione delle forze dell’ordine per collaborare all’individuazione dei colpevoli. Per la normativa esistente non possiamo intervenire nell'eventuale causa che sarà promossa dal nostro conducente, a cui auguriamo piena e veloce guarigione e che aspettiamo a braccia aperte». Sono le parole del direttore di Avm Actv, Giovanni Seno, dopo l'aggressione di domenica all'alba all'autista 50enne in servizio sulla linea 5e di Actv, da Noale a Venezia, alle 4.40.

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I fatti

«In tanti anni di servizio, non mi era mai successa una cosa simile», ha detto il conducente ancora sotto choc e con disturbi alla vista per i pugni che ha preso al volto e a un occhio, e una prognosi di otto giorni. All'ospedale, dolorante e con il viso tumefatto, l'autista ci è arrivato dopo esser stato aggredito da una banda di una decina di persone giovani. Aveva preso servizio al capolinea a Noale e dopo 5 minuti, arrivato all'ospedale della città dei Tempesta, è stato avvicinato a bordo da questi ragazzi, tra i 16 e i 20 anni, alterati (forse rientravano dopo aver fatto serata) e che a un certo punto lo hanno preso di mira stuzzicandolo e chiedendogli il cellulare. Aggredito a parole e dileggiato il conducente non ha neppure provato a farli smettere, perché in quelle condizioni sarebbe stato anche rischioso. Ha provato a lasciar correre, ma la situazione  è andata fuori controllo e allora ha fatto per chiamare le forze dell'ordine e i violenti hanno iniziato a colpire la porta in vetro che isola il posto guida, fino a quando non l'hanno rotta e l'uomo è rimasto senza protezione. Poi gli si sono scagliati addosso, prima di fuggire mentre la corsa era stata bloccata. I carabinieri di Noale e della Radiomobile lo hanno soccorso, ne hanno raccolto la testimonianza prendendo le immagini interne ed esterne delle telecamere per identificare i responsabili. «Ci auguriamo che i carabinieri arrivino a dare un nome agli autori del pestaggio del collega, prima possibile - commentato i rappresentanti aziendali dei lavoratori Riccardo Ruzzon (Uil), Alvise Battistella (Cgil) e Guido Scarpa (Cisl) - Siamo in balia di eventi ingovernabili. Stop alla violenza fisica e verbale contro chi lavora». Le sigle chiedono un intervento legislativo nazionale. Ma quello accaduto a Noale non è stato l'unico episodio che ha coinvolto i mezzi del trasporto pubblico locale.

Minori a Bibione

Nella notte, al terminal dei bus Atvo di Bibione un gruppo di 5 ragazzi tutti minorenni (tre giovani di San Michele al Tagliamento, un ragazzo di Portogruaro e uno di Pordenone), poi identificati dalla pattuglia della polizia locale, è riuscito a salire su uno dei mezzi in sosta nell’area, ad aprire una delle porte di un bus, ad accedere alla botola di emergenza e salire sul tetto. Non è escluso che la bravata fosse finalizzata alla realizzazione di un video per i social: essendo il terminal collegato in video con il comando dei vigili, l'intervento è stato rapido e le famiglie tutte avvisate, anche perché Atvo sta valutando se procedere alla denuncia. «Gli episodi sono il sintomo di un disagio sociale scaricato sul personale front-line di tutti i trasporti: vaporetti, bus, treni, aerei, a cui non siamo in grado di rispondere - commenta la segretaria della Filt Trasporti di Venezia, Federica Vedova - Ognuno deve assumersi la propria parte di responsabilità collettiva. Serve cominciare, lavorando attraverso accordi e campagne massicce di solidarietà». A esprimere vicinanza all'autista pestato anche la delegata al Turismo della Municipalità di Venezia, Sara Arco. «È fondamentale che tutte le parti coinvolte collaborino a garantire un ambiente di lavoro sicuro e sereno», dice. «Siamo di fronte a gesti difficili da commentare - aggiunge il dg Seno - Comportamenti non solo da condannare ma da analizzare alla luce della crisi delle famiglie, che troppo spesso abdicano al ruolo di educazione morale e valoriale dei figli, talvolta abbandonati a se stessi».

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