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Martedì, 18 Giugno 2024
Il racconto / Noale

L'autista Actv pestato: «Sembravano alterati, uno si è ferito tirando pugni»

Due identificati nel gruppo dei dieci aggressori che hanno preso a botte il conducente domenica alle 4.40. Era appena partito dal capolinea del bus 5e da Noale a Venezia. Uno si è ferito ed è andato al pronto soccorso

«Dicevano: "dammi il cellulare", ma sembrava un pretesto per attaccare briga». L'occhio gonfio, lo choc e lo stordimento. L'autista pestato di botte alle 4.40 del mattino di domenica, mentre guidava il bus della corsa 5e da Noale a Venezia, torna sull'aggressione subita. Lo hanno attaccato in dieci, tutti giovani sui vent'anni. Pugni e calci contro il plexiglas della portiera che separa il posto guida dal resto del mezzo. Poi hanno spaccato anche il vetro. «Hanno usato uno dei martelletti di sicurezza del bus. Uno si è ferito a una mano e so che è finito al Pronto soccorso. Sembravano alterati, fuori controllo, forse l'alcol. Sono saliti sul bus a torso nudo e faceva freddo a quell'ora».

Forse sabato 25 maggio il gruppo aveva trascorso la notte all'evento di apertura della discoteca estiva di Noale, poco distante dal capolinea dove sono saliti. «Mi hanno chiesto - continua l'autista - di consegnargli il telefono perché avevo fatto loro un video. Ho risposto che non avevo fatto nessun filmato, ho detto di mettersi a sedere e sono partito». Quelli allora sono partiti con i calci alla portiera. Hanno rotto il vetro e una volta che il conducente non aveva più alcuna protezione l'hanno aggredito. «Mi è arrivato un pugno su un occhio». Cercando di governare il mezzo in quelle condizioni, l'autista teneva saldo il volante fino a quando ha trovato un punto in cui accostare per bloccare la corsa. «C'erano testimoni nel bus, gente che andava al lavoro. Tra loro anche un giovane bengalese che ha provato ad aiutarmi, poi ha testimoniato davanti ai carabinieri di Scorzè. Non capivo più niente dopo il pugno. Ero fermo, intontito. Non riuscivo a reagire. Mi è arrivato un altro pugno in bocca».

A quel punto il conducente, fermo al lato della strada vicino all'ospedale di Noale, è riuscito a chiamare il 113 e poi il 112. In breve tempo i carabinieri erano lì, ma intanto a porte aperte il gruppo di esagitati era sceso. «Li ho visti salire tutti su una macchina - prosegue il conducente - alcuni si sono seduti anche dietro al veicolo, sul bagagliaio aperto, perché tutti non ci stavano». Due dei responsabili del pestaggio sono stati identificati e le indagini dei militari stanno proseguendo per arrivare agli altri. «Da 27 anni guido autobus. Aggressioni ne ho vissute, mai una cosa del genere. Non è accettabile alzarsi alle 3 della mattina per andare al lavoro e prendere pugni in faccia. Quanto ai ragazzi, li ho già visti in bus. Nel tratto fra Noale e Mestre».

«Il problema, non solo in Actv, sta assumendo una dimensione in grado di mettere a rischio i lavoratori nello svolgimento del servizio ma anche nei confronti dei passeggeri - commenta Marino De Terlizzi, segretario Fit Cisl Veneto - La cronaca sui quotidiani, seppur utile per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, non aiuta i lavoratori e, pertanto, chiediamo ad Actv e agli enti locali (Città metropolitana e Comuni) che contribuiscano ad attuare il protocollo dell’1 aprile 2022, Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e Ministero degli Interni, per favorire provvedimenti concreti di prevenzione e repressione. Ad esempio, un maggiore impiego dei vigilantes nei depositi periferici e nei momenti più critici della giornata. Ci rendiamo immediatamente disponibili chiedendo anche ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di attivare degli incontri con la direzione Actv per affrontare il problema».

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