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Cronaca

Lo aggrediscono in dieci e lo mandano all'ospedale

È l'autista Actv in servizio domenica mattina sulla linea 5e delle 4.40 da Noale a Venezia. Nel gruppo assalitori di giovane età. La testimonianza: «Hanno rotto lo sportello che separa il posto guida e lo hanno pestato». Rsu: «Stop attacchi al personale»

«Erano una decina, fuori controllo, tutti giovani. Saliti sul bus della linea 5e, da Noale a Venezia, alle 4.40 di domenica mattina hanno aggredito l'autista e lo hanno mandato all'ospedale». È il racconto del testimone della vicenda. Forse l'ultima di quelle che si continuano a ripetere - con la bella stagione ancor più di frequente - ai danni del personale del trasporto pubblico, in questo caso locale dell'Avm Actv, a spese di autisti, piloti, marinai, bigliettai e quanti operano a contatto con i passeggeri.

Il conducente in questione aveva appena preso servizio. Sul 5e c'erano poche persone e fra i viaggiatori una decina di ragazzi di età giovane, visibilmente alterati (forse rientravano dopo aver fatto serata) che a un certo punto, forti di far parte del gruppo, lo hanno preso di mira stuzzicandolo e chiedendogli il cellulare. Aggredito a parole, provocato, dileggiato, l'autista, spiega il testimone, non ha neppure provato a far valere la propria autorità, ordinando loro di sedersi, di non disturbare la guida e di abbassare i toni, perché in quelle condizioni sarebbe stato difficile e anche rischioso. Ha provato a lasciar correre ma la situazione era ormai al limite della tensione, perciò mentre stava andando verso la fermata dell'ospedale di Noale il dipendente Actv ha chiamato le forze dell'ordine.

Intanto sul bus a 5 minuti dal capolinea di Noale il gruppo ha danneggiato la portiera che separa il posto guida dal resto del bus, lasciando senza protezione l'autista che è stato preso a pugni. La corsa è stata sospesa nel fuggi fuggi generale e quando la pattuglia della Radiomobile dei carabinieri è arrivata si sono dileguati anche gli aggressori lasciando ferito e sotto choc il guidatore. L'uomo, accompagnato all'ospedale, è stato medicato e ha avuto una prognosi di otto giorni. Nel frattempo, i militari hanno recuperato le immagini di tutte le telecamere interne ed esterne per identificare i responsabili.

«Ci auguriamo che i carabinieri arrivino a dare un nome e cognome agli autori del pestaggio del collega, prima possibile. Gli siamo vicini per quello che ha dovuto subire e gli auguriamo una pronta guarigione - commentano le Rsu - rappresentanze dei lavoratori aziendali - sia della Uil: Riccardo Ruzzon, che della Cgil: Alvise Battistella  e della Cisl: Guido Scarpa - Vogliamo dire stop alla violenza, fisica e verbale contro chi lavora e denunciare che siamo in balia di eventi ingovernabili, come quello accaduto. Tutto il personale front-line non è più disposto a lavorare in queste condizioni. Bisogna trovare una soluzione. Facciamo appello all'azienda prima di tutto, alle istituzioni, alle forze dell'ordine: ciascuno faccia la propria parte, sia per prevenire questi casi che per rafforzare il sistema di protezione perché, come si è visto, non sempre cabine e sportelli sono sufficienti a tutelare l'incolumità di chi guida o gestisce i mezzi pubblici, e di conseguenza a proteggere la sicurezza dei passeggeri che è nelle mani di chi ha la responsabilità della conduzione e della sorveglianza, durante i percorsi. Quello che è successo è grave, crediamo che ora la situazione vada presa di petto, prima che capiti qualcos'altro». L'autista, un 50enne con tanti anni di servizio, è sotto choc e problemi alla vista per il pugno rimediato all'occhio.

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