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Il silenzio assordante delle indagini Delitto Marghera, quando la svolta?

Martedì è stata eseguita l'autopsia sul corpo di Alberico Cannizzaro per far luce sulla dinamica del delitto. Giovedì prossimo messa di suffragio

Un silenzio assordante attorno alle indagini sull'omicidio di Alberico Cannizzaro, il 79enne di Marghera ucciso a colpi di coltello nella sua abitazione di Marghera di piazzale Radaelli. Un silenzio che è continuato anche dopo che è stata eseguita l'autopsia sul corpo dell'anziano martedì mattina. Un esame a dir poco fondamentale perlomeno per fissare alcuni punti cardine dell'inchiesta. Sulla dinamica dell'omicidio e su che tipo di corporatura che avrebbe potuto avere l'assassino, per esempio. Lo si capirà anche grazie ai prelievi effettuati lunedì sul corpo di Cannizzaro, che verranno sottoposti a eventuali accertamenti di laboratorio. Insomma, dopo i sopralluoghi e le perquisizioni nella casa del delitto, la parola è passati agli esami e alle analisi. Sono filoni d'indagine che corrono paralleli e all'occorrenza si intersecano. Dopodiché ci sono le indagini di tipo "moderno" (esami dei telefoni cellulari e intercettazioni) e quelle di tipo classico, che spesso si rivelano ancora decisive. 

E' dai laboratori della scientifica dunque che gli uomini della squadra mobile della questura si aspettano delle risposte (per cui ci vogliono però degli ovvi tempi tecnici). L'anziano è stato ucciso da più coltellate e con ogni probabilità (anche a questo è servita l'autopsia) sarebbe stata colpita prima con qualche corpo contundente. Ci sarebbero anche dei traumi alle braccia che potrebbero denotare un ultimo disperato tentativo di difesa del 79enne, che al momento dell'omicidio si trovava da solo in casa. Nessuno ha visto nulla tra i vicini, nessuno avrebbe sentito urla o si sarebbe accorto di qualche intruso in zona, pur trattandosi di un piazzale di intenso transito. Le indagini puntano anche su quell'impronta di suola insanguinata che l'omicida avrebbe lasciato sul pavimento della cucina, che non corrisponderebbe a nessun'altra calzatura "abituale" in quella casa. Il giallo per ora rimane tale. L'autopsia nella tarda mattinata è stata condotta dal medico legale Cristina Mazzarolo, su disposizione del pubblico ministero titolare delle indagini Laura Cameli.

Intanto la comunità si stringe attorno ai due figli della vittima, don Corrado e don Stefano. Due sacerdoti mestrini che in questi giorni hanno ricevuto centinaia di messaggi di cordoglio. Per ricordare il proprio padre tragicamente scomparso sarà celebrata una messa in suo suffragio. L'appuntamento è giovedì prossimo alle 18.30 nella chiesa di San Paolo, in via Stuparich a Mestre. 

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