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Debora Berto

Debora Berto

Debora muore a 45 anni per un malore improvviso, la procura apre un fascicolo

Disposta l'autopsia sul corpo di Debora Berto, 45enne di Torre di Mosto, dopo l'esposto presentato dal compagno

Dopo l'esposto presentato dal marito, la procura ha aperto un fascicolo sulla morte di Debora Berto, morta alcuni giorni fa dopo un malore. L'ipotesi di reato è di omicidio colposo. Il pm Laura Villan ha disposto l'autopsia sul corpo della donna e ha iscritto sul registro degli indagati, come atto dovuto, un medico dell’Ulss 4 Veneto Orientale, G. B., 34 anni, residente a Venezia. L'obiettivo della procura è comprendere se ci siano state responsabilità dal punto di vista sanitario e l'esame autoptico, che verrà eseguito mercoledì pomeriggio dal medico legale Giovanni Cecchetto, potrebbe aiutare a chiarirlo. 

Debora Berto, molto conosciuta a Torre di Mosto perchè insieme al marito Mirko Sacilotto gestiva un’attività di commercio ambulante di abbigliamento e intimo nei vari mercati rionali della zona, mercoledì 16 dicembre, alle 12.40, si è accasciata sul tavolo di casa, vittima di un malore: allertato dal figlio, il marito, che si trovava in giardino, è accorso, ha chiamato il 118 e ha praticato alla moglie il massaggio cardiaco per 17, lunghi e interminabili minuti in attesa dell’ambulanza e dei soccorsi. Al loro arrivo gli operatori sanitari hanno continuato le manovre, iniettando anche l’adrenalina, ma non c’è stato nulla da fare.

Ciò che ha spinto il marito e il padre di Debora a presentare un esposto è «la circostanza che la moglie da alcuni giorni lamentava dolori al polso e al braccio sinistro, tanto da essersi recata prima da un fisioterapista privato e poi, soprattutto, l’11 dicembre, al pronto soccorso di San Donà di Piave - spiegano i legali del marito -. Qui i medici, dalle radiografie, le avrebbero riscontrato una brachialgia, senza sottoporla ad alcun approfondimento di natura cardiaca, né l’elettrocardiogramma né gli esami del sangue per verificare gli enzimi. La paziente è stata dimessa con una terapia farmacologica, da assumere in cinque giorni, e con la prescrizione di una risonanza magnetica relativa però al tratto cervicale, che era già stata prenotata e che avrebbe dovuto effettuare proprio il giorno del decesso». «l familiari non colpevolizzano nessuno ma vogliono capire se il malore che ha stroncato Debora Berto poteva essere diagnosticato in tempo e se la donna si sarebbe potuta salvare», concludono gli avvocati del compagno, di Studio 3A.

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