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L'autopsia su Fornabaio: non ha cercato di catapultarsi all'ultimo

L'esame è stato eseguito mercoledì dall'anatomopatologo Cirnelli. Impossibile stabilire se il pilota sia stato vittima di un malore o meno

Servirà ancora tempo per far luce su cosa sia successo durante quella maledetta domenica. Il campione di acrobazie Francesco Fornabaio si stava apprestando a lasciare i cinquemila accorsi all'aeroporto Nicelli del Lido di Venezia a bocca aperta grazie alle sue coreografie. Invece si è chiuso in pochi secondi, in uno schianto che non ha lasciato scampo al pilota e campione nazionale. Cos'è successo in quella stretta cabina di pilotaggio? A quanto pare l'impatto con il suolo sarebbe stato superiore ai duecento chilometri orari. Una forza d'urto che non ha lasciato scampo al 57enne, spirato subito dopo.

Per cercare di capire se alla base della tragedia ci sia stato un errore umano, un malore o un guasto meccanico del velivolo che stava governando il pubblico ministero ha disposto l'autopsia della vittima, eseguita mercoledì dal medico legale Antonello Cirnelli. L'esame, viste le condizioni del cadavere, non è stato in grado di dimostrare se lo sventurato fosse stato vittima di un malore o meno mentre era nel bel mezzo di un avvitamento complicato. Servirà attendere alcune settimane per avere a disposizione i risultati degli esami strumentali su liquidi e tessuti prelevati dalla salma. Gli unici due elementi certi allo stato delle indagini sarebbero che Fornabaio avrebbe perso il casco nell'imbatto e non avrebbe cercato di lanciarsi in extremis utilizzando il paracadute.

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