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"Mariarca" colpita a morte da 3 coltellate. Le sorelle: "Ascione deve marcire in galera"

Partecipato rosario giovedì sera nella chiesa del paese per ricordare la 38enne uccisa dall'ex marito. L'autopsia ha rilevato 2 fendenti potenzialmente fatali a schiena e fianco

Al termine della cerimonia sono volati in cielo 3 lanterne e 38 palloncini rossi, uno per ogni anno di Maria Archetta Mennella. Rossi come l'amore che la giovane mamma provava per i suoi due figli, di 15 e 9 anni (le 3 lanterne unite in cielo). Rossi come la passione che "Mariarca", come la chiamavano gli amici aveva per la vita. Quella stessa vita che voleva ricostruire su basi nuove e che invece le è stata tolta da Antonio Ascione, l'ex marito 44enne che l'ha accoltellata a morte domenica scorsa nell'appartamento dove veniva ospitato dall'ex coniuge.

"Deve marcire in galera", ha dichiarato la sorella della vittima, Susanna Mennella, all'esterno della chiesa di Musile di Piave. Concetto ripetuto più volte dopo la conclusione del rosario cui ha partecipato oltre un centinaio di persone. Tra cui, in rappresentanza del Comune di Venezia, l'assessore Francesca Zaccariotto, il sindado di Musile, Silvia Susanna, e il vicesindaco di San Donà, Luigi Trevisiol. C'erano però soprattutto tante persone comuni, dentro e fuori la chiesa. Desiderosi di lanciare un messaggio forte contro la violenza sulle donne. "Abbiate la forza di denunciare", hanno ribadito le sorelle della vittima. Un messaggio forte in questo senso è stato lanciato dal parroco del paese, Don Flavio Zecchin, secondo cui "adesso Maria è viva nelle mani di dio e nessuna viiolenza potrà più ferirla".

Maria Archetta Mennella è stata colpita da 3 fendenti prima di morire. Su disposizione del pubblico ministero, Raffaele Incardona, è stata eseguita giovedì pomeriggio l'autopsia. L'esame, condotto dal medico legale Cristina Mazzarolo, ha certificato un fendente alla spalla, che avrebbe causato una ferita superficiale, e 2 potenzialmente fatali alla schiena e a un fianco. Saranno eseguiti ulteriori accertamenti per stabilire la sequenza dei colpi inferti dal 44enne di Torre del Greco. Quello al fianco, appena sotto al seno, avrebbe coinvolto il polmone. Da martedì le sorelle della vittima si sono affidate a Studio 3A, società nella valutazione delle responsabilità, a tutela dei diritti dei cittadini, che ha messo a disposizione i propri tecnici di fiducia all'avvocato Alberto Berardi, legale incaricato dai Mennella. Per l'autopsia di giovedì è stata nominata come consulente di parte il medico legale Elisa Vermiglio dello studio Sergolini di Padova. 

Intanto gli inquirenti stanno cercando di far luce sulle ore che hanno preceduto la tragedia. Sul motivo per cui Antonio Ascione abbia perso il controllo a causa della gelosia e abbia preso il coltello da cucina nelle prime ore della domenica. Subito dopo il delitto ha chiamato un collega di "Mariarca", come veniva chiamata dagli amici. Anche su questa telefonata sono in corso ulteriori indagini. "E' una situazione complessa - dichiara l'avvocato Isabella Fiorio, che difende Ascione - emergono delle contraddittorietà nella situazione in cui vivevano come coppia, alternando momenti di apertura a chiusura".

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