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Allarme dall'assemblea Avis, Brunello: "Fatichiamo a garantire il sangue necessario"

Parole del presidente di Avis Venezia. Il bilancio annuale sul 2016 registra un calo importante sulle sacche raccolte: " Probabilmente esistono problemi strutturali"

«Il 2016 è stato un altro anno difficile per le donazioni. Anche lo scorso anno, come nel 2015, abbiamo fatto fatica a garantire il sangue necessario agli ammalati, purtroppo anche chiedendo sacche agli altri dipartimenti e siamo sempre sul filo di lana: le scorte sono molto limitate, la situazione non è più quella di ampia sicurezza di qualche anno fa». Questo il grido d’allarme lanciato dal presidente provinciale di Avis Venezia Giorgio Brunello nella sua relazione all’assemblea che si è tenuta sabato 25 marzo al teatro parrocchiale di Maerne di Martellago. In sala presenti 269 delegati, che rappresentano i 28.283 donatori del territorio, e le 41 associazioni. 

Nel territorio si osservano dinamiche differenti; il Miranese è riuscito ad attuare un buon recupero nel 2016; al contrario, in altre zone si registra un sensibile calo nelle donazioni. Ciò dimostra che tutto il territorio deve muoversi insieme e in modo coordinato per garantire quell’autosufficienza che è sempre più a rischio.

Lo scorso anno, le Avis del veneziano hanno raccolto circa 800 sacche di sangue intero in meno rispetto al 2015 (pari a un -2% rispetto all’anno precedente) e un calo di circa 600 sacche di plasma, sempre rispetto al 2015 (ovvero -7,6% rispetto al 2015). In un solo anno sono state perdute circa 1.400 sacche di emocomponenti, solo in parte compensati dall’aumento dei volumi di plasma raccolti per ogni sacca.

Se osserviamo gli obiettivi fissati dal Dimt (Dipartimento interaziendale medicina trasfusionale) per il 2016, ci si prefiggeva una raccolta di sangue intero di 43.500 sacche, mentre dalle Avis veneziane ne sono state raccolte 40.340 sacche e altre 1.983 da altri donatori della provincia, con un deficit di raccolta di oltre 1.200 di sangue intero. Lo stesso si può dire per il plasma: se l’obiettivo era di 8.510 sacche, ne sono state raccolte solo 7.120 sacche. «Probabilmente esistono problemi strutturali» continua Brunello «che devono essere affrontati e risolti. Alcuni risiedono nel sistema trasfusionale – principalmente legati alla carenza di personale che rendono i tempi della donazione non accettabili – altri sono legati al contesto in cui operiamo».

Ma ci sono anche altre questioni critiche: la consegna dei referti, i donatori e gli aspiranti, in molte parti della provincia attendono anche diversi mesi per avere l’esito degli esami. «Non è accettabile» prosegue Brunello «i donatori hanno il beneficio del tenere sotto controllo la propria salute ma se ricevono dopo tre mesi gli esami come possono farlo? Abbiamo aperto un confronto serrato con le due aziende sanitarie della provincia perché anche i donatori possano scaricare gli esami dal loro sito internet, costerebbe anche molto meno. Abbiamo voluto che fosse inserito in convenzione, bene, ci hanno garantito che sarà fatto ma chiediamo il rispetto dei tempi promessi».

Un altro tema aperto è il donatore con più di 65 anni; il responsabile del Dipartimento di medicina trasfusionale della provincia di Venezia, Gianluca Gessoni ha confermato che da aprile 2017, accogliendo la proposta di Avis Venezia, potranno farlo anche questi soggetti se sani e, comunque, non sopra i 67 anni.

Per evitare le emergenze e assicurare il sangue necessario, la soluzione è l’Ufficio di chiamata. E per poter realizzare servirebbe un sistema unico, nel Veneziano, per la gestione dei donatori; le sezioni comunali devono sentirsi sempre più responsabilizzate per usare sempre più e meglio questo sistema che le Avis non hanno ancora adottato: nel 2017 non si potrà perdere il treno. E poi rendere operativa l’agenda di prenotazione, mentre il servizio di accoglienza è un punto ermo e ormai esteso in tutti i Centri trasfusionali della provincia. «Dopo qualche incertezza dovuta alla necessaria sperimentazione» conclude Brunello «il servizio sta dando buoni risultati».

Nel corso del 2016, sono state tante le iniziative e collaborazioni con le scuole ed enti vari; con le scuole superiori di Mirano è stato portato avanti il progetto, finanziato in parte dal Centro di servizio per il volontariato (Csv) agli studenti degli Istituti Superiori del Miranese (Ponti – Levi, 8 Marzo – Lorez, Majorana – Corner) di realizzare nel polo scolastico un punto di incontro tra loro e con le realtà sociali e culturali del territorio. La “Piazzetta del Pensiero” diventa così spazio concreto e virtuale per affrontare i rischi della trasgressione e dei social network, i temi della sessualità, del benessere, della libertà, della solidarietà e della ricerca della felicità vera e duratura.

E poi, con Avis e Comune di Jesolo, per realizzare sul territorio alcuni cortometraggi sulle attività nelle scuole, per evidenziare come Avis lavori con le giovani generazioni, oltre al lavoro fatto in sinergia con i volontari della Guardia costiera. Da non dimenticare i corsi di formazione e aggiornamento, con Avis di Marcon, Aido e Admo si è stati presenti alla Settimana della salute, alla Notte Rossa in luglio a Martellago, al Grest del Veneto Orientale, alla Venice Marathon.

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