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Arrestato un avvocato di Mirano, diecimila euro falsi nel suo studio

Florindo Ceccato, 63 anni ed ex candidato sindaco, è stato sorpreso a Cortina con 1.300 euro contraffatti. La perquisizione si è estesa a Spinea

L'hanno sorpreso con un bel malloppo di banconote false. Circa 1.300 euro che un avvocato di Mirano ma con studio a Spinea, Florindo Ceccato, 63enne ex candidato sindaco negli anni Novanta a Mirano, aveva con sé nel momento in cui i carabinieri di Cortina hanno effettuato il blitz che l'ha portato diretto nel carcere di Belluno. Come riporta il Corriere delle Alpi, il  legale veneziano è finito nei guai nei giorni scorsi al termine di un'indagine scaturita da diverse segnalazioni dei commercianti della Perla delle Dolomiti e del Cadore, secondo cui qualcuno stava "spacciando" soldi fasulli. Piccoli tagli che però hanno insospettito i militari dell'Arma, che hanno iniziato a presupporre che tutto potesse essere riconducibile a un'unica persona.

Gli accertamenti sono continuati finché il cerchio non si è stretto sempre più attorno all'avvocato, che venerdì è stato fermato in possesso dei 1.300 euro all'interno di un locale del centro di Cortina. Il piano naturalmente era semplice: effettuare compere non esorbitanti con soldi falsi per poi ricevere il resto vero. E intascarselo. Naturalmente dopo l'arresto in flagranza le perquisizioni si sono spostate anche a Spinea, dove i militari dell'Arma hanno perquisito lo studio di via Roma del professionista, fino a notte inoltrata.

Perché serve capire non solo da quanto tempo l'avvocato continuasse nella propria condotta illecita, ma anche chi lo rifornisse delle banconote falsificate e se la vicenda nasconda un giro illegale ben più esteso. Se le forze dell'ordine avranno rinvenuto elementi d'interesse, è possibile che l'inchiesta abbia in serbo novità nel prossimo futuro. Nei prossimi giorni è prevista la condalida dell'arresto, durante la quale il legale potrà spiegare la propria versione dei fatti. Anche il motivo per cui nel suo studio custodisse ben 200 banconote false da 50 euro, per un totale di 10mila euro. Si tratterebbe di soldi falsi ma di pregevole fattura, che solo a un occhio allenato potrebbero instillare il sospetto di un possibile raggiro.
 

Diverse le segnalazioni che hanno messo sulla buona strada i militari dell'Arma: le indagini sono iniziate la scorsa estate quando dall'Agordino al Comelico, passando per il Cadore, erano state numerose le segnalazioni relative a banconote false da 50 euro di ottima fattura che avevano ingannato numerosi commercianti. Uno di questi ultimi però si è accorto e ha segnalato all'Arma che un distinto signore, berrettino nero, cortese nei modi, aveva provato a pagare con una banconota da 50 euro falsa. I carabinieri, visto che il fenomeno si era esteso in numerose località montane bellunesi e trentine, hanno intensificato i controlli fino a bloccare in flagranza l'autore del reato, mentre tentava di smerciare la solita banconota da 50 euro falsa in un bar di Valle di Cadore. Portato in caserma è stato scoperto che era un avvocato del Foro di Venezia: all'interno dell'auto aveva altri 1.200 euro falsi.

Altri 10.450 euro falsi assieme a 10 mila euro veri, varie centinaia di vecchie marche da bollo per atti giudiziari e alcuni timbri copie di uffici giudiziari del Veneto (che non avrebbero ragione di trovarsi fuori dal tribunale) sono stato trovati nello studio legale. Da accertare la posizione di una donna ucraina di 50 anni, che era assieme all'indagato e domiciliata presso lo studio legale di quest'ultimo,che e' stata denunciata.
 

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