Cronaca

Eraclea, azienda non paga l'Iva per salvare i suoi dipendenti: assolta

Una ditta di trasporti non avrebbe corrisposto al fisco 122.285 euro, avrebbe però chiesto di rateizzare il pagamento: "Voleva pagare"

Non ci sarebbe stata la volontà di evadere il pagamento dell'Iva, piuttosto quella di dilazionarlo, per far fronte ai problemi in cui versavano l'azienda, i suoi dipendenti e i suoi debitori. Assolta, come riportano i quotidiani locali, una ditta di autotrasporti di Eraclea, finita in tribunale per non avere corrisposto l'Iva dovuta al Fisco, 122.285 euro, per l'anno 2010.

Il legale rappresentante dell'azienda, come ha dimostrato l'avvocato difensore, Riccardo Mazzon, avrebbe avuto tutte le intenzioni di saldare il pagamento, ma farlo tutto in una volta sarebbe stato impensabile. C'erano gli stipendi dei dipendenti, inoltre diverse ditte (alcune persino fallite nel frattempo) avrebbero a loro volta chiesto all'azienda di trasporti di dilazionare gli insoluti. Insomma, la liquidità non c'era, e la ditta avrebbe cercato di assolvere ai propri oneri continuando a lavorare e chiedendo all'Agenzia delle Entrate di poter corrispondere l'Iva a rate.

La difesa ha portato davanti al giudice la richiesta di rateizzare il pagamento, nonché la richiesta di dilazione da parte delle altre ditte a loro volta in debito con l'azienda di Eraclea. L'omissione di versamento c'è stata, dunque, non però l'intenzione. Il titolare avrebbe mancato il pagamento per tutelare l'azienda e i propri dipendenti. La rateizzazione dell'Iva avrebbe permesso un po' alla volta all'impresa di ottemperare ai propri obblighi, senza rischiare di dover chiudere l'attività. Il giudice ha quindi assolto l'azienda, in quanto non sussisterebbe il reato.

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