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Il titolare del Bacaro Quebrado: «Ho aperto, ma troppi maleducati, sono deluso. Non so se riaprirò»

Emanuele Ballarin ha aderito alla protesta #IoApro, ma al termine della serata si sfoga: «La gente non rispettava le regole, ho dovuto chiudere presto»

«Io voglio solo lavorare, ma non così. Molta gente è stata maleducata, non mi ha ascoltato. Sono deluso, non so se riaprirò». Sono le parole di Emanuele Ballarin, titolare del Bacaro Quebrado di Venezia, che venerdì sera ha aperto le porte del suo locale aderendo alla protesta nazionale #IoApro lanciata da ristoratori e baristi. 

«Ho aperto il locale - racconta Ballarin in un video postato sui social - e dopo un'ora ci siamo ritrovati in 40. Io ho detto "Apro, ma voglio farlo in sicurezza, rispettando le regole sul distanziamento, la mascherina, ecc"». Nonostante gli inviti di Ballarin a indossare i dispositivi di protezione individuale, a non entrare nel locale e a non sostare in piedi all'ingresso, però, molti clienti «hanno cominciato a entrare per ordinare, ho tirato fuori altri tavoli, poi è arrivata ancora gente - racconta -. Io ho detto loro "Non potete, siamo in troppi, non vi do da bere". Qualcuno mi ha mandato anche a quel paese».

Dopo circa un'ora e mezza è arrivata la polizia. «Ho detto agli agenti che avrei chiuso tutto perchè la gente non mi ascoltava - continua Ballarin -. Io non voglio lavorare così. La polizia è stata molto gentile, io ho chiuso e ho cominciato a mandare via i clienti. Sono molto deluso. Non voglio lavorare così e non è giusto, perchè passo anche dalla parte del torto. Volevo riaprire ma ho molti dubbi».

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