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Sicurezza idraulica, priorità della Regione: "E la manutenzione sul Brenta-Cunetta?"

La situazione del ramo fluviale è piuttosto critica, ma non sono previsti, almeno fino al 2021, interventi "ad hoc". Il Comitato Intercomunale Brenta Sicuro" chiede provvedimenti in merito

"I nostri fiumi sono autentiche bombe ad orologeria, che vanno disinnescate”. Con queste parole, a fine 2013, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia aveva risposto alle sollecitazioni di amministrazioni e cittadini che chiedevano sicurezza idraulica dei territori. Da allora sono stati innumerevoli le occasioni di confronto sul tema tra i comitati e le amministrazioni locali, regionali e anche politici nazionali, fino ad arrivare ai ministri delle Infrastrutture Graziano Del Rio e dell’ambiente Gian Luca Galletti.

La Regione, che sconta decenni di incuria dei fiumi e un cronico ritardo nella manutenzione, pare convinta, nei fatti, a perseguire la sicurezza idraulica come priorità. Molti sono i progetti e le opere in via di realizzazione (vari invasi a monte stanno per essere realizzati per un totale di oltre 10 milioni di metri cubi di portata, la progettazione idrovia sembra ben indirizzata, alcuni fiumi stanno subendo notevoli attività di rinforzo.

Ma la situazione del Brenta-Cunetta rimane disastrosa, senza interventi programmati nel medio e lungo termine. Il ramo costruito a metà '800 per convogliare le acque verso il mare da Stra a Brondolo, che attraversa le province di Venezia e Padova, infatti, soffre di carenza di manutenzione. "Dopo decenni di totale incuria - spiegano dal Comitato Intercomunale Brenta Sicuro - subito dopo un importante manifestazione a settembre 2013 sono stati eseguiti, in qualche limitato tratto, dei lavori di taglio degli alberi pericolosamente pendenti verso il letto del fiume, di ripresa di alcune frane, di taglio vegetazione, creando un oggettivo rischio in caso di piene".

Le frane, lungo tutto il percorso, si sono moltiplicate unendosi fra di loro. Numerosi sono gli alberi scivolati con le loro radici ed il terreno circostante sul letto del fiume, segno che i cedimenti continuano. "Il fiume ha quindi assoluta necessità - continuano gli attivisti - di costante ed impegnativa manutenzione. Il piano di bacino 2015-2021, recentemente approvato dall'Auroirità di Bacino Alpi Orientali con la supervisione dalla Regione Veneto ed inviato alla Comunità Europea come preciso impegno di programmazione, non prevede nessuna manutenzione sul tratto del Brenta-Cunetta. Sul Bacchiglione si è intervenuti in maniera importante, solo dopo i disastri del 2010 ed ancora oggi continua la giusta  programmazione di rinforzo degli argini. Sul Cunetta due anni fa si è dovuti intervenire, investendo d’urgenza 250mila euro, con attività di rinforzo arginale, per una grave fessurazione al centro dell’argine in prossimità del Parco Sarmazza nel comune di Vigonovo. Il fattore 'emergenza' regola, quindi, purtroppo, le attività pubbliche".

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