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Bambini troppo sedentari, Ulss 13 in campo contro il rischio di obesità infantile

"Un bambino che non si muove non fa bene alla propria salute". Il 13 maggio riparte "Okkio alla Salute", per fotografare gli stili di vita di 300 bimbi del Miranese e Riviera

L’Ulss 13 mette la lente di ingrandimento sugli stili di vita dei bambini. Riparte “Okkio alla Salute” nel territorio della Riviera del Brenta e del Miranese: un sistema di sorveglianza ministeriale, promosso a livello regionale, sul sovrappeso e l’obesità nei bambini delle scuole primarie e i fattori di rischio correlati. Il primo appuntamento è previsto per venerdì 13 maggio: gli esperti del servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) della Ulss 13, in collaborazione con gli istituti scolastici e i genitori, cominceranno a visitare nelle scuole i bambini di 8 e 9 anni.

Trecento in tutto i piccoli “pazienti” che verranno sottoposti alla misurazione del peso e dell’altezza. La visita verrà completata dalla compilazione di un questionario, da parte dei genitori, per rilevare le abitudini alimentari e gli stili di vita dei propri figli. “Il 20% dei bambini di questa Ulss – ha detto il direttore generale della Ulss 13 Giuseppe Dal Ben – risulta in sovrappeso e il 9% è obeso. Tutta colpa della sedentarietà: i bambini di oggi giocano di meno all’aperto rispetto a come facevamo noi una volta. Portiamo fuori di casa i nostri figli a correre di nuovo”.

“Okkio alla Salute” viene proposto nel territorio della Riviera e del Miranese ogni due anni. L’iniziativa serve a fotografare lo stato di salute dei nostri bambini che rappresentano il futuro, ma anche è necessaria per far “aprire” gli occhi di alcuni genitori che hanno una percezione distorta del proprio figlio. “Rimane nel retaggio culturale l’idea che “grasso è bello” – ha spiegato la responsabile del SIAN Sibilla Levorato – un bimbo in carne, paffuto fa simpatia, fa pensare che sta bene, ma questa idea non sempre corrisponde alla realtà. Riscontriamo sempre più bambini in sovrappeso, che magari mangiano anche benino, ma si muovono troppo poco per consumare le giuste calorie. Spieghiamo ai genitori che un bambino obeso oggi, se non aiutato adeguatamente, sarà un adulto obeso, con tutte le problematiche che ne consegue: con l’obesità, infatti, aumentano i fattori di rischio legati al diabete, ad alcuni tumori e alle patologie cardiovascolari”.

Più movimento quindi, che non significa praticare sport, ma giocare. “Alcuni genitori – ha aggiunto la dottoressa Levorato – mi evidenziano le attività sportive che fanno fare ai figli. Ma io, prima di tutto, desidero promuovere il gioco libero, che può essere eseguito individualmente con una semplice corsa o i gruppo. Ci ricordiamo del nascondino?”

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