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Bambina nasce invalida totale al Civile, due ginecologi condannati

Due mesi di reclusione (pena sospesa) per i due camici bianchi accusati di lesioni gravi dopo il parto cesareo di una neonata nell'agosto 2008

Le richieste del pubblico ministero erano pesanti: quattro mesi di reclusione per un ginecologo e tre per una collega in servizio all'ospedale Civile di Venezia. Stamattina il giudice monocratico di Mestre Barbara Lancieri, al termine di un processo riguardante la nascita nell'agosto 2008 di una bambina con gravi problemi neurologici, ha condannato i due medici a due mesi di reclusione con la sospensione della pena, mentre una ostetrica è stata assolta dall'imputazione di gravi lesioni colpose dopo il parto della neonata, rimasta invalida al cento per cento. I legali dei due camici bianchi avevano chiesto l'assoluzione.

"QUATTRO MANOVRE SBAGLIATE"

L'accusa, che si basava su una perizia firmata da due esperti chiamati dal giudice in udienza nei mesi scorsi, metteva nel mirino quattro manovre che non sarebbero state opportune durante il cesareo (all'inizio i sanitari intendevano agevolare un parto naturale). Ciò avrebbe portato a una situazione di sofferenza del feto. I periti nominati dal giudice nella loro relazione avrebbero anche segnalato la mancanza di registrazione della frequenza cardiaca fetale per 38 minuti.

Per i legali di parte civile Maurizio Trevisan, Elio Zaffalon e Sabina Pelizzon, che, oltre alla condanna, hanno chiesto un risarcimento di 700mila euro per la madre, di 650mila euro per il padre e di 500mila euro per i nonni, la decisione del giudice "per un fatto colposo di lesione è il massimo che ci si poteva aspettare". L'ipotesi d'accusa è stata sostenuta dal pm Carlotta Franceschetti.

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