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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Portogruaro / Via Fornace

Folle inseguimento a Cinto, banda dei bancomat si salva in extremis

I ladri hanno fatto saltare uno sportello a Pradipozzo, sono stati intercettati a bordo di una Bmw dai carabinieri. Sono fuggiti tra i campi

Ci è mancato poco. I banditi del bancomat stavolta sono riusciti solo in extremis a evitare l'arresto al termine di un inseguimento con i carabinieri. Guardie e ladri. I quali hanno dovuto lasciare la Bmw X5 che conducevano a Cinto Caomaggiore per poi darsi alla macchia tra i campi circostanti. Avendo come alleata l'oscurità. Solo in questo modo sono riusciti a non far scattare le manette.

I furfanti sono entrati in azione alle 3.10 di sabato mattina a Pradipozzo, località di Portogruaro. Hanno fatto deflagrare tramite gas acetilene o esplosivo lo sportello automatico della Banca Antonveneta di via Fornace. Un colpo non filato completamente liscio: a terra, infatti, nella fretta sarebbero rimaste molte banconote rovinate dalla deflagrazione. Altre, invece, sono state rese inservibili grazie al sistema di sicurezza a inchiostro del bancomat. Sta di fatto che il botto è stato udito dai residenti della zona e avrebbe causato danni per alcune decine di migliaia di euro. Alcuni di loro hanno segnalato ai carabinieri del nucleo operativo di Portogruaro una Bmw allontanarsi ad alta velocità subito dopo lo scoppio. Identico elemento fornito da una pattuglia di guardie giurate che gravitavano in zona.

Iniziano le ricerche. Finché una pattuglia del nucleo radiomobile della città del Lemene non intercetta i banditi in via Zamper, a Cinto Caomaggiore. Si mette loro alle calcagna, chiedendo i rinforzi. Sono loro. Ma hanno un bolide con cui scappare. L'inseguimento continua finché i furfanti non decidono che sarebbe stato meglio lasciare l'auto e continuare la fuga a piedi. Tra i campi. Dove è buio pesto. E' la scelta giusta. In un amen spariscono alla vista, nonostante sul posto sia stato fatto alzare anche l'elicottero del nucleo specializzato di Treviso. Per sorvegliare la zona dall'alto e stanare i delinquenti. Ogni sforzo, però, è stato finora vano.

Gli investigatori dell'Arma, però, ora hanno un'auto che spesso potrebbe essere stata utilizzata dalla banda per perpetrare i propri colpi a cavallo tra Veneto e Friuli. Sembra non sia la prima volta, infatti, che un veicolo del genere viene segnalato nei pressi di colpi ai bancomat. Di certo si sa che la Bmw risulta rubata il 21 novembre scorso a Benasco, in provincia di Torino. Per l'ultima scorribanda, però, era stata sostituita la targa con un'altra di un'auto parcheggiata a Chions, in provincia di Udine. In questo modo i malviventi erano convinti di poter mettere perlomeno in difficoltà i controlli al terminale dei carabinieri. E di sviare eventuali segnalazioni di testimoni, che avrebbero segnalato una targa e un modello di veicolo inconciliabili tra loro.

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