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Cronaca

Presa la banda dei bancomat: undici in manette, due sono veneziani

Ogni colpo avrebbe fruttato tra i 35 e i 60 mila euro. Tre gli episodi ricostruiti in provincia di Venezia, tra aprile e maggio 2021, a Eraclea, Bibione e Quarto d'Altino

Il modus operandi era quello "classico" della marmotta: infilavano congegni esplosivi all'interno degli sportelli automatici, facevano deflagrare e fuggivano con i soldi. La banda del bancomat, al cui interno operavano anche due banditi residenti in provincia di Venezia, si muoveva in tutto il Triveneto, e negli ultimi due anni aveva messo a segno colpi in grado di fruttare ciascuno un bottino tra i 35 e i 60 mila euro. I carabinieri li hanno arrestati a seguito di un'ordinanza emessa dal gip del tribunale di Treviso: otto sono stati portati in carcere, per gli altri tre, invece, è stato disposto l'obbligo di firma.

I membri della banda, tutti di nazionalità italiana e gravitanti nell'ambiente delle famiglie di giostrai, avevano messo a segno almeno tre colpi in territorio veneziano. Il 19 aprile 2021 a Eraclea, il 24 aprile dello stesso anno a Bibione, mentre l'8 maggio avevano fatto saltare un bancomat a Quarto d'Altino (in quel caso si erano assicurati circa 50 mila euro in contanti). L'abitazione di due componenti della banda, in provincia di Treviso, fungeva da base logistico-operativa, dove venivano preparate le "marmotte", mentre nel garage di un altro sodale era parcheggiata una grossa berlina che utilizzavano per assicurarsi la fuga.

I delinquenti costruivano gli ordigni esplosivi con polvere pirica o esplosivo plastico ad alto potenziale, con miccia detonante. All'interno dell'automobile, con la quale si spostavano ad alta velocità dopo aver fatto saltare lo sportello di turno, avevano sempre con sé un estintore antincendio, che utilizzavano direttamente dall'auto in corsa per creare una cortina nebbiogena, e disturbatori di frequenza per rendere complesse eventuali localizzazioni da parte delle pattuglie delle forze dell'ordine.

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha espresso il proprio plauso all'Arma per l'operazione. «L’operazione condotta oggi ha permesso di bloccare un’associazione che non si limitava ad agire in Veneto, ma in tutto il Triveneto: la lotta alla criminalità deve essere condotta senza sosta e senza confini».

Il video dell'assalto al bancomat di Quarto d'Altino

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