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Arrestata banda dei garage a Spinea: avevano svuotato decine di rimesse tra Veneto e Friuli

I carabinieri hanno fermato in un'abitazione in località la Fossa tre individui, accusati di furto e ricettazione per aver saccheggiato diversi magazzini condominiali. I militari sono riusciti a sgominare la banda seguendo il segnale gps di una delle auto usate dai delinquenti

Erano un gruppo perfettamente organizzato, specializzato nei furti all'interno di garage e abitazioni, abituato ad agire tra Veneto e Friuli, sparendo subito dopo ogni colpo ma, dopo mesi (forse anni) di reati finalmente sono stati messi spalle al muro grazie ad un operazione congiunta dei carabinieri di Aviano e Sacile. A garantire una svolta nelle indagini un'intuizione dei militari dell'Arma, che sono riusciti a rintracciare il segnale Gps di una delle auto che i delinquenti utilizzavano per i colpi, seguendoli quindi fino al loro rifugio. Lì sono quindi scattate le manette.

SPECIALISTI DEL FURTO – La banda, stando a quanto riportano i quotidiani locali, agiva come un meccanismo ad orologeria: il gruppo era specializzato nel furto di biciclette, motorini e moto dai garage, ma non disdegnava neppure attrezzi da lavoro o da giardino e, se riusciva, “visitava” anche gli appartamenti, portando via pc, cellulari e macchine fotografiche. I ladri avevano un preciso modus operandi: scelta la casa da colpire, arrivavano in zona con un furgone e un paio di auto. In maniera metodica e ordinata andavano a forzare le porte delle autorimesse condominiali, praticando un foro vicino alla maniglia del basculante, e aprendo la saracinesca da dentro. Dopo la razzia caricavano tutto sul furgone e passavano alla casa successiva. Poi correvano fino ad una casa di via Mazzini, in località la Fossa, ai confini con Mirano e mettevano al sicuro il bottino. Con questo metodo i ladri sono riusciti a saccheggiare diverse abitazioni nel pordenonese e, forse, anche alcune tra Mirano e Spinea, dove negli scorsi mesi sono arrivate segnalazioni di furti compiuti con lo stesso metodo.

IN MANETTE – La svolta è arrivata martedì sera, quando i carabinieri, che avevano individuato i delinquenti agire sulle strade, hanno deciso di allacciarsi al segnale del navigatore satellitare installato su uno dei veicoli usati per i furti e di seguirli. I militari dell'Arma sono quindi giunti al loro nascondiglio, una casa a Spinea dove i ladri nascondevano la refurtiva in attesa di rivenderla. A quel punto sono scattate le manette per N.C, 53 anni, e M.C., 23 anni, madre e figlio. Sottoposto a fermo anche un altro elemento. Tutti i fermati sono di nazionalità moldava, e ora dovranno rispondere di furto e ricettazione. Oltre ai tre arrestati martedì, comunque, sono scattate accuse di complicità anche per M.C., sempre moldavo, 33 anni, già in carcere da metà dicembre. Il 30enne è stato la prima tessera del puzzle che ha permesso alle autorità di smantellare la banda: era stato arrestato il 19 dicembre per furto ad una ditta di lavorazione mosaici e la sua cattura ha permesso di ricostruire i movimenti del resto del gruppo criminoso. Sulla sua testa pende inoltre un mandato di arresto a fini estradizionali emesso dalla magistratura svizzera: deve scontare dieci anni di reclusione per aver commesso più di cento furti in altrettante abitazioni elvetiche.

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