Furti dalle macchine nelle aree di sosta autostradali: banda smantellata

Sette persone individuate dalla polizia. Agivano in autostrada tra Udine e Bologna, le indagini sono partite dai colpi messi a segno a Fratta

Sette persone sono state arrestate per associazione a delinquere finalizzata a commissione di furti. Quattro sono state colte in flagranza di reato, a una è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere e una è stata rintracciata in Germania grazie a un mandato di arresto europeo; un altro, invece, si trova a piede libero ed ricercato in tutta Europa. Questi i dati dell'operazione "Predator", presentata dal dirigente della polstrada udinese Rita Palladino, che ha smantellato una banda criminale attiva nelle aree di servizio autostradali, ai danni degli utenti in transito. La notizia è riportata da UdineToday.

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La banda

Il gruppo era composto da membri tra i 20 e i 50 anni, tutti di origine kosovara, che agivano a coppie e a terzetti. Il capo banda, sempre presente durante i colpi, era già conosciuto in passato alle forze dell'ordine. L'organizzazione agiva lungo il tratto autostradale che collega Udine a Bologna, di notte, soggiornando nei pressi di Cervignano. I furti sono stati messi in atto da maggio ad agosto, periodo in cui sono state svolte le indagini da parte delle squadre di polizia giudiziaria della polizia stradale di Udine e di Palmanova. Le indagini sono state svolte da cinque uomini e hanno avuto respiro europeo, visto che tutti gli stati al confine hanno collaborato. A coordinare il tutto è stato il sostituto procuratore di Pordenone, Andrea Del Missier. Sono state determinanti le registrazioni delle telecamere e le analisi sui dispositivi Telepass impiegati.

I furti

L'attività degli agenti è iniziata a maggio 2019 in seguito a due furti avvenuti nell'area di servizio di Fratta, nel territorio di Teglio Veneto, dove poi sono stati eseguiti gli arresti. La banda prendeva di mira stranieri in viaggio verso l'Italia, che spesso avevano con sé molti contanti. Sono stati accertati una ventina di furti a segno nel corso dell'estate. La polizia ha recuperato pc, macchine fotografiche, borse, e circa 4mila euro in contanti. I colpi venivano messi a segno di notte: i ladri si servivano di auto a noleggio provenienti dalla Slovenia e, arrivati nell'area di servizio, facevano un giro perlustrativo per individuare i soggetti da colpire. Di solito agivano in coppia: uno dei due con una scusa (richiesta di informazioni, oppure fingendo di segnalare un problema) distraeva il conducente o lo faceva uscire dall'auto, mentre il complice si intrufolava nell'abitacolo per rubare ciò che trovava. In alternativa, foravano una ruota in modo che la vittima fosse costretta, dopo pochi metri, a fermarsi su una piazzola di sosta, e lì i criminali si accostavano con la scusa di fornire aiuto.

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Fughe

Durante tutto il periodo di soggiorno in Friuli la banda usciva di notte e percorreva l'autostrada fino a Bologna, per poi risalire, facendo tappa in ogni area di servizio, tranne che a Gonars. Usavano documenti falsi per la registrazione in hotel e alcuni di loro, per scappare alle forze dell'ordine, hanno evitato due pattuglie al confine tra Italia e Austria sfondando le barriere. A Bologna, mentre una pattuglia cercava di fermarli, hanno sfondato un guard rail e sono fuggiti.

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