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Uno dei kalashnikov

Uno dei kalashnikov

Balcani, sgominata banda di trafficanti di migranti: "Seimila euro e passi da Venezia"

Raffica di arresti dopo un'indagine della Dda e dei carabinieri di Palermo. Nel mirino un'organizzazione che lucrava su profughi, diamanti rubati, armi da guerra e rapine

Ti affidavi a loro e, con 6mila euro, ti permettevano di raggiungere attraverso passeur la Svizzera o la Germania transitando per Venezia o per Trieste. La Dda e i carabinieri di Palermo hanno smantellato una banda che, per finanziare i loro traffici, oltre che riciclare i soldi delle rapine e lanciarsi nel business dei diamanti e delle armi da guerra, non disdegnava lucrare sui migranti della rotta balcanica. Anzi, con ogni probabilità questo era il loro business principale, tant'è vero che i 17 fermati all'alba di lunedì (tra cui italiani, kosovari e albanesi) devono rispondere di "associazione per delinquere a carattere transnazionale dedita al traffico di clandestini sulla tratta balcanica, al traffico di armi e al riciclaggio di denaro e preziosi". L'operazione ha messo in luce gli incroci pericolosi intercorrenti tra la Sicilia, un'organizzazione criminale balcanica e con i membri del gruppo paramilitare albanese “Nuovo Uck”, in questo caso per la cessione di armi da guerra.

I dettagli su PalermoToday

Le indagini 

Il capo dell'organizzazione, macedone, e un suo complice palermitano, avevano messo in piedi una fitta rete di affari finalizzati a riciclare ingenti capitali illeciti. Il "boss" sarebbe stato in contatto con rapinatori che vivono nell'area balcanica, specializzati nella "ripulitura" di banconote macchiate di inchiostro indelebile, perché frutto di rapine o furti a sportelli bancomat. Grazie all'utilizzo di reagenti chimici, sarebbe possibile smacchiare le banconote. L'azione dei prodotti chimici utilizzati, avrebbe però come conseguenza il danneggiamento degli ologrammi impressi sulle banconote, rendendone, quindi, necessaria la sostituzione. Per questo il capo li avrebbe acquistati per mesi a Napoli. 

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Il traffico di esseri umani

Indagando sui due i carabinieri si sono trovati di fronte uno scenario di respiro internazionale. Da qui gli approfondimenti tecnici che hanno fatto decollare l'inchiesta. E' nata un'attività di cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria con le autorità svizzere, tedesche, macedoni e kosovare che hanno consentito di documentare l’interesse del sodalizio criminale in vari settori come il traffico di clandestini. "E' emerso il ruolo due distinte strutture criminali, finalizzate al favoreggiamento dell’ingresso clandestino in territorio nazionale e in altri paesi dell’Unione Europea, di un numero indeterminato di persone tutte provenienti dall’area balcanica in cambio di denaro", dicono i carabinieri.

Riciclaggio

Il gruppo riciclava anche anche capitali provenienti da Hong Kong attraverso il sistema Electronic Banking Internet Communication Standard, che viene utilizzato principalmente per il trasferimento remoto dei dati, ad esempio per le transazioni di pagamento capitali, tra organizzazioni e banche. La struttura criminale poteva contare sulla complicità di aziende del nord-est d'Italia. La banda ha messo su una complessa e articolata trattativa finalizzata a riciclare una partita di diamanti di sicura provenienza illecita per un valore di circa 11 milioni di euro.

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