Il bando mense delude i genitori: "Vogliamo qualità e alimenti freschi per i nostri figli"

Nuovo capitolato d'appalto da 53 milioni per la ristorazione scolastica. Le famiglie puntano il dito contro amministrazione veneziana e Ames e minacciano lo "sciopero"

I genitori chiedono prodotti di qualità e per questo si dicono "amareggiati" dopo aver studiato il nuovo capitolato d’appalto dedicato alla ristorazione scolastica veneziana (valore 53 milioni di euro, 10 milioni in più del precedente, secondo i dati forniti dalla Rete commissioni mensa di Mestre e Venezia). "Solo 7 dei 70 punti del bando sono assegnati alla parte qualitativa delle derrate - rilevano - Inoltre i punteggi dei criteri premianti sono facilmente raggiungibili da molte ditte. Per cui sarà di fatto una gara al massimo ribasso?".

Le richieste: prodotti freschi e di stagione

Secondo i rappresentanti della Rete "sono state disattese quasi in toto le principali richieste delle famiglie". Le proposte: eliminare cibi di quarta gamma (ortaggi freschi e naturali ma tagliati e pronti all’uso) e quinta (precotti, comunque senza conservanti o condimenti); limitare i surgelati, utilizzare pesce fresco, fornire le stoviglie, escludere le produzioni extra UE e privilegiare quelle nazionali, adottare un unico paniere per le derrate in modo che tutte le cucine lavorino con le stesse materie prime, posticipare le lavorazioni in orari più vicini al momento del pasto.

"Pronti allo sciopero della mensa"

Mamme e papà veneziani attaccano: "Il capitolato non è in linea con le richieste fatte e si dimostra costoso e peggiorativo rispetto al precedente. Lo scorso mese, da un sondaggio commissionato dall'amministrazione e da Ames e realizzato dai genitori, è emerso che le famiglie chiedono qualità, frutta e verdura fresche, di stagione, cura nel servizio e trasparenza". Ricordano poi che "a Bologna già da qualche anno si serve 99% biologico, merenda del mattino e del pomeriggio e stoviglie ad un prezzo di 5 euro a pasto". "Ci aspettiamo che l’amministrazione comunale e Ames facciano marcia indietro - concludono - e prima della scadenza provvedano alla ripubblicazione del bando con l’integrazione delle modifiche richieste dalle famiglie". Altrimenti, "il rischio reale è lo spostamento in massa al pasto da casa".

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