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Droga sottobanco, il questore chiude il bar per trenta giorni: il titolare era finito in manette

A essere colpito dal provvedimento è il bar Cadore, situato a Ca' Lino di Chioggia. La polizia ha accertato che il locale era diventato "teatro di smercio di droga pesante"

Droga nel locale, arrivano i sigilli della questura. È quanto stabilito per il bar Cadore di Chioggia, frazione Ca' Lino, per trenta giorni a partire da venerdì 4 novembre: il decreto - si legge in una nota diffusa dal questore - è stato emanato ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza su segnalazione del commissariato di polizia di Stato di Chioggia "per gravi motivi di ordine pubblico".

A finire nei guai è stato proprio il titolare del locale, C.S., 64 anni, arrestato nella serata di venerdì 28 ottobre dopo essere stato trovato in possesso di sei dosi di cocaina, per un totale di 2,778 grammi (DETTAGLI). Dopodiché i poliziotti hanno accertato che il bar "è diventato, nel corso del tempo, teatro di smercio di droga pesante".

Attorno all'esercizio pubblico si verificavano "continui andirivieni di autovetture e persone - spiega il comunicato - che stazionavano solo per breve tempo all’interno del bar", elemento che ha insospettito gli investigatori: i controlli effettuati agli avventori, anche con l'unità cinofila della polizia, hanno permesso di trovare alcuni di loro in possesso di dosi di "coca", tanto che alla fine è stato individuato proprio nel bar "il luogo di approvvigionamento dello stupefacente". Il posto, inoltre, era "frequentato da persone con condanne penali e con pregiudizi di polizia per reati di droga, contro la persona e sull’immigrazione clandestina".

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