Cronaca Ponte di Calatrava

Colpo al racket delle valigie Barbanera e il "pizzo" ai facchini

Venerdì pomeriggio un romeno di 42 anni è stato arrestato per estorsione in flagranza di reato. Chiedeva 2 euro a un portavaligie bengalese

Un portavaligie in regola con la partita Iva

Dal facchinaggio abusivo, alla mafia delle valigie. È l'inquietante ipotesi che starebbe prendendo piede dopo l'arresto per estorsione, venerdì pomeriggio, di un cittadino romeno di 42 anni.

CONTROLLI. Il commissariato di San Marco aveva predisposto alcuni controlli straordinari, da parte di agenti in borghese, lungo le vie del centro cittadino. Nel mirino, le strade più gettonate dai turisti, quelle in cui sono più frequenti episodi di facchinaggio abusivo. Accanto, infatti, alle cooperative di italiani e ai cittadini bengalesi muniti di regolare partita Iva, resiste il fenomeno dei barbanera a Venezia. E, forse, in maniera ancora più preoccupante.

LA LITE. Le pattuglie in servizio venerdì hanno assistito ad un acceso alterco tra un bengalese e un romeno all'altezza del ponte di Calatrava. Un diverbio in crescendo, dai toni sempre più infuocati. Quando gli agenti si sono avvicinati per capire cosa stesse accadendo, il primo stava consegnando al secondo, che si agitava con fare minaccioso, due euro. Entrambi gli individui sono stati accompagnati in commissariato, dove, al momento dell'identificazione, il romeno è risultato una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, con precedenti per spaccio e per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Non solo. Dalle dichiarazioni raccolte nel corso degli accertamenti, è emerso che il soggetto era stato protagonista di un altro episodio in passato. Vittima sempre lo stesso bengalese, minacciato e intimidito con un coltello. 

IL PRECEDENTE. Proprio quei due euro, al centro della furiosa lite, che aveva portato il barbanera ad estrarre l'arma bianca e puntarla contro il bengalese, facchino in regola con la partita Iva. Il denaro sarebbe stato il "pizzo" estorto al malcapitato sugli introiti del suo lavoro. Da quanto ricostruito, sembrerebbe che, agli albori della "relazione" tra i due, la cifra "dovuta" al romeno fosse ben superiore: 10 euro. Alle proteste del bengalese, che tentava di spiegare come tale somma significasse per lui guadagno zero, sarebbe spuntata l'arma.

IL "NUOVO" BARBANERA. Il 42enne è stato arrestato per estorsione in flagranza di reato e al momento si trova rinchiuso nel carcere Santa Maria Maggiore di Venezia in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto prevista per lunedì. Ma il singolo episodio ha portato alla luce un forte sospetto, ben più generale. L'ipotesi che si sta facendo largo è che si stia assistendo ad un riassestamento della figura del "barbanera". Un nuovo modo di pensare e una diversa maniera di agire. Quello di venerdì potrebbe non essere un episodio isolato, ma un meccanismo ben più articolato, molto simile ad un impianto di tipo mafioso. Minacciare il personale addetto al facchinaggio, regolarmente registrato, ottenendo percentuali sul lavoro svolto. Lo scenario sarebbe davvero allarmante.

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