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Foto Mauro Polo

Foto Mauro Polo

Protesta dei profughi alla base di Conetta: tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine

Centro di accoglienza sempre più "esplosivo". Sono usciti nella notte, alcune decine, e hanno bloccato gli accessi con delle panche. Un fotografo è stato "costretto" a entrare

Tensioni alla ex base militare di Cona, i profughi escono in strada e cercano di far sentire la propria voce contro le condizioni del centro di accoglienza, dove ormai - secondo le loro stime - vivono circa 700 persone. L'ennesima protesta è andata in scena a partire dalla notte tra martedì e mercoledì: sono usciti dalla struttura in 30-40 e hanno occupato la via davanti alla base (ma non il traffico stradale), facendosi trovare la mattina con panche e cartelloni a bloccare l'accesso.

Sul posto si sono immediatamente portate le forze dell'ordine, pattuglie di polizia e carabinieri impegnate per cercare di riportare la tranquillità. I residenti del paesino si sono resi conto di quanto stava accadendo fin dalle 7 di mattina, secondo un copione ormai fin troppo noto. I profughi si lamentano per il sovraffollamento della struttura e per la precarietà di una situazione che dura da troppi mesi. Intorno alle 11 ci sono stati dei contatti tra migranti e forze dell'ordine, quando il fotografo di un quotidiano locale è stato "costretto" da alcuni manifestanti ad entrare per documentare il disagio; altri invece avrebbero ostacolato l'operazione, sapendo che era vietata. Polizia e carabinieri hanno fatto uscire il fotografo, nonostante la reazione contraria di alcuni migranti. La situazione si è poi placata, mentre resta barricata la via di accesso e il presidio delle forze di polizia.

Commenta amaramente il presidente della Regione, Luca Zaia: "Come volevasi dimostrare: il tema sta diventando scottante, soprattutto nei territori in cui aumenta la pressione demografica. Non si può accettare che siano in arrivo altri mille migranti in attesa del riconoscimento dello status di profughi. Non voglio immaginare cosa significherà dal punto di vista della sicurezza, né cosa accadrà alla nostra comunità di qui ai prossimi anni".

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