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Il progetto sul Bellini "esce" dall'Accademia e diventa un itinerario tematico veneto

Concluso il progetto culturale "Luce su Giovanni Bellini", nasce un percorso che guarda al turismo e vuole valorizzare il territorio e la sua storia. C'è anche un'app per smartphone

Si è concluso mercoledì alle Gallerie dell'Accademia il progetto culturale “Luce su Giovanni Bellini”, promosso dal ministero per i Beni culturali e ambientali e dalla Regione Veneto, con il patrocinio del Comune di Venezia, in occasione dei cinquecento anni dalla morte del grande artista veneto del Rinascimento. I risultati ottenuti nel 2016 sono stati presentati nel corso di un incontro pubblico.

"Con questo progetto - ha commentato Paola Mar, assessore al Turismo del Comune di Venezia - si è messo in pratica un percorso virtuoso, facendo rete tra chiese e istituzioni. Sarebbe stato più semplice organizzare una mostra tematica dedicata al Bellini: abbiamo invece scelto di restituire al pubblico alcune opere, di valorizzarne altre con un particolare studio di illuminotecnica, di creare un nuovo itinerario, fisico e virtuale, che coinvolge, assieme a Venezia, il territorio metropolitano e regionale. Così si è creato qualcosa che resterà ai cittadini e ai visitatori e che segna la strada per altre iniziative culturali in futuro".

Il percorso si coniuga infatti con il turismo (in particolare a quello culturale) grazie anche ai materiali prodotti: la pubblicazione cartacea, che propone un viaggio tra Venezia e il Veneto seguendo le opere del Bellini; e l'app “bellini500” per smartphone e tablet, che si propone di far conoscere percorsi inusuali, in italiano e inglese. Una chiave di lettura nuova del territorio, grazie alla quale la celebrazione dell'artista non rimane fine a se stessa ma diventa occasione di rilancio e valorizzazione delle sue opere e dei luoghi che le ospitano.

L'appuntamento di mercoledì è servito infine per presentare la restituzione di due tele di Paolo Farinati, realizzate nel 1571 a completamento della “Pietà” del Bellini a Palazzo Ducale, ad opera dei laboratori della Soprintendenza per l'Archeologia, belle arti e paesaggio delle province di Verona, Vicenza e Rovigo: la “ricomposizione” è visibile negli appartamenti del Doge a Palazzo Ducale. Oltre a Mar erano presenti Paola Marini, direttore delle Gallerie, e Daniele Ferrara, direttore del Polo museale del Veneto.

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