Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Mestre Centro / Via Antonio Fogazzaro

"Dopo la chiusura della moschea la comunità bengalese si è disgregata, c'è il rischio ghetti"

A parlare è Kamrul Syed, portavoce dei bengalesi che vivono nel capoluogo lagunare: "Sono sorti nuovi luoghi di culto, ma così non c'è controllo. Le nuove generazioni non capiscono"

Kamrul Syed, portavoce della comunità bengalese

"La comunità si è divisa, così il livello del rischio ghettizzazione aumenta. Non lo vogliamo". A parlare è Kamrul Syed, portavoce della comunità bengalese veneziana. Ora che sono passati mesi dalla chiusura alle attività di culto della "moschea" di via Fogazzaro, il venerdì di preghiera è diventato un punto di domanda che si rinnova di settimana in settimana. Il risultato è che sono nate almeno due nuove associazioni bengalesi che hanno trovato i loro posti dove pregare.

"DISGREGAZIONE PORTA A MENO CONTROLLI"

"Questo è un problema - sottolinea Syed - perché è meglio un luogo d'incontro unico dove tutto può essere controllato. E' nell'interesse del Comune evitare questa disgregazione". La ricerca di locali dove ospitare i fedeli il venerdì, lontano dalle case del centro abitato per evitare problemi di "vicinato", è ancora in corso: "Era stato trovato uno spazio in via Ca' Marcello - continua Kamrul - ma vogliono troppi soldi. Inizieremo una colletta nel momento in cui troveremo l'opzione giusta".

SONO NATI NUOVI GRUPPI

Nel frattempo la comunità di via Fogazzaro si è disgregata in vari gruppi: c'è chi si trova in zona corso del Popolo in spazi in affitto, chi al PalaPlip (sempre in affitto) e chi cerca un luogo in zona via Miranese. Senza contare luoghi dove viene praticato il culto vicino a via Fratelli Bandiera a Marghera o nel quartiere Altobello. Una disgregazione capita poco e male dalle giovani generazioni bengalesi: "Ci chiedono il motivo per cui pregare e festeggiare le nostre feste religiose sia più difficile che per gli altri". In ballo anche una prossima cerimonia all'aperto: "Ho chiesto al Comune un'area del parco Piraghetto - conclude Syed - aspetto da tempo e non ho ancora avuto risposta. Siamo i primi a non volere i ghetti". 

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