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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Santa Maria di Sala

Ghedini indagato: "Berlusconi pagò i testimoni del processo Ruby"

Il legale del Cavaliere finisce nel mirino della magistratura: è indagato, assieme al leader di Forza Italia, per corruzione di atti giudiziari nel "Ruby ter"

Testimoni pagati per dichiarare il falso, questo quello che la procura di Milano teme sia avvenuto in occasione del processo che ha visto Silvio Berlusconi difendersi in aula dalle accuse di prostituzione minorile e concussione aggravata, e così, dopo il primo e il secondo procedimento ecco scattare anche il “Ruby ter”, che vede salire alla sbarra non solo l'ex senatore, ma anche i suoi legali: assieme al notissimo politico milanese, infatti, finiscono nel mirino (come atto dovuto) anche l'avvocato di Santa Maria di Sala Niccolò Ghedini e il suo collega padovano Piero Longo. Segue il lungo elenco di altri 42 nomi, tutti in qualche modo coinvolti nell'indagine per corruzione in atti giudiziari.

GUAI IN AULA - Berlusconi è ora indiziato per aver pagato il silenzio delle ragazze chiamate a testimoniare sulle famose “serate” nella sua villa di Arcore, prima tra tutte proprio la famigerata Ruby “Rubacuori” alla quale, nelle ipotesi della magistratura, avrebbe addirittura garantito "un ingente compenso se? avesse taciuto o 'fatto la pazza' in aula''. Ad avvallare le ipotesi del tribunale, che parla di "contaminazione probatoria" ci sarebbero delle intercettazioni in cui la giovane marocchina si aspettava ''cinque milioni'' di euro. A pagare, secondo i giudici, sarebbe sempre il Cavaliere decaduto, che avrebbe versato circa 2.500 euro al mese per Karima El Mahroug e per ciascuna delle altre 18 ragazze passate per Arcore.?

LA RISPOSTA - "In relazione alla notizia della nostra avvenuta iscrizione nel registro degli indagati nel procedimento cosiddetto Ruby ter, si deve osservare che si tratta di un atto dovuto in relazione alle indicazioni prospettate nel processo cosiddetto Ruby bis. È auspicabile che la Procura, che nulla aveva rilevato di antigiuridico nel corso dei dibattimenti, voglia procedere ad una rapida valutazione del materiale in atti da cui non potrà che derivare una richiesta di archiviazione". Così hanno replicato l'avvocato Piero Longo e l'avvocato Niccolò Ghedini all'accusa di corruzione. Ancora presto, insomma, per tirare le somme.

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