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'Ndrangheta a Marghera, Bettin attacca: "Un errore chiudere l'osservatorio sulle ecomafie"

Per il presidente della Municipalità, l'ente istituito a suo tempo da città di Venezia e Legambiente garantiva un monitoraggio contro i rischi di infiltrazioni mafiose

Che la zona industriale veneziana sia nel mirino delle organizzazioni criminali di stampo mafioso è stato confermato anche dalla recente indagine sulla ‘ndrangheta in Veneto, che ha riguardato tra l'altro un’azienda con sede e attività a Marghera. Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità della città giardino, in una nota sottolinea come "sia nel settore degli appalti di servizi, sia in quello del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, sia negli organismi societari di aziende operanti nel grande polo, si registrano da tempo presenze inquietanti, infiltrazioni, sospette operazioni, formicolare di malavitosi più o meno certificati e di rango oltre che di insospettabili prestanome. Cosche o holding criminali vedono in Porto Marghera, ma anche nella stessa Venezia, un’occasione strategica di guadagno e di potere".

"Indispensabile il lavoro dell'Osservatorio"

Perciò, oltre all'azione della magistratura e delle forze dell’ordine, "sarebbe fondamentale una presenza attiva delle istituzioni territoriali. È stato un errore da parte delle amministrazioni comunali e metropolitane chiudere l’osservatorio ecomafie, ambiente e legalità a suo tempo istituito tra città di Venezia e Legambiente, con il concorso di specialisti, studiosi, magistrati, che aveva garantito un monitoraggio sistematico e una visione approfondita dei fenomeni criminali, dei settori più a rischio e delle tendenze in atto. Un ente in grado di vigilare e segnalare potenziali pericoli e sospetti e di svolgere un’azione preventiva e di informazione presso la pubblica opinione, le istituzioni e le categorie interessate e a rischio".

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