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Biennale, il lusso è protagonista al padiglione Venezia: "Ripartiamo dai talenti della città"

Un percorso fatto di oggetti d'arte in vetro, tessuto, porcellana, pietra e calzature. Il sindaco Brugnaro ringrazia e rilancia l'artigianato locale nel mondo: "Una realtà straordinaria"

"Difendiamo il lavoro, questo padiglione deve mostrare il rilancio di Venezia". Il sindaco Luigi Brugnaro intepreta in chiave "imprenditoriale" il tema del padiglione Venezia (Luxus) di questa Biennale, ovvero il lusso attraverso la tradizione artigiana locale. È proprio la correlazione tra artigianato ed estetica a intrigare il curatore Stefano Zecchi, che ne ha parlato nel corso della presentazione di lunedì.

Il padiglione è un percorso in cui si intrecciano forme, simboli, oggetti d'arte in vetro, mosaico, tessuto, porcellana, pietra e calzature. "In un atelier - ha detto Zecchi - sono raccolti materiali grezzi che poi la genialità delle mani dell'artigiano trasforma in opere d'arte. Il visitatore è accompagnato lungo un cammino che consente di comprendere come dalla materia si forma l'oggetto d'arte".

Per Brugnaro l'idea del lusso è importante perché ciò che è più bello a Venezia sono proprio le espressioni dell'artigianato, ovvero le imprese che hanno partecipato all'allestimento del padiglione. "Questa città ha gente straordinaria - ha commentato - dobbiamo ripartire da questa straordinarietà. All'Unesco abbiamo detto che tutti continuiamo a difenderla. È difesa dai veneziani che vivono in questa città e vivono anche fuori. Noi dobbiamo tornare a fare grandi mostre sul nostro lavoro, restando aperti al mondo. Da tutto il mondo vengono ad ammirare e comprare questo tipo di lavoro".

Le parole di Zecchi completano la rappresentazione del padiglione: "La bellezza sensuale di Venezia si rivive attraverso rimandi simbolici e percezioni sensoriali in cui si intrecciano colori, profumi, giochi di luce. La sua tradizione culturale si incontra con l'Oriente, costante riferimento del glorioso sviluppo della storia della città, con citazioni che rievocano il passato e si ritrovano nella bellezza delle opere artigiane della contemporaneità. Il padiglione Venezia fa rivivere il lusso come esperienza di una bellezza alta e preziosa che solo la vera educazione estetica consente di apprezzare e che il percorso espositivo del padiglione sa comunicare".


Fino al 26 novembre, dunque, al Padiglione Venezia, il lusso verrà raccontato attraverso la grande tradizione dell'artigianato d'arte veneziana di cui questo spazio espositivo fu, dal 1932 e per molti anni, la vetrina più prestigiosa. E' un percorso in cui s'intrecciano forme, simboli, oggetti del passato ripresi dalla ricerca di aziende veneziane che sono l'eccellenza nella produzione artigianale di oggetti d'arte in vetro, mosaico, tessuto, porcellana, calzature. In un atelier sono raccolti materiali grezzi che poi la genialità delle mani dell'artigiano trasforma in opere d'arte. Il visitatore è accompagnato lungo un cammino che consente di comprendere come dalla materia si forma l'oggetto d'arte.
 
“Il nostro obiettivo - ha spiegato Stefano Zecchi – è quello di emozionare il visitatore, di creare suggestioni, ricordi: una tradizione proiettata al futuro”. Nel ringraziare tutte le persone che hanno collaborato all’allestimento, dal direttore artistico Beatrice Mosca, al Commissario Madile Gambier, dal consigliere delegato all'Innovazione Luca Battistella a Vela e Fondazione Muve per la collaborazione, Stefano Zecchi ha continuato: “In questo padiglione c'è la storia di questa città che noi abbiamo raccontato attraverso la qualità del prodotto di lusso, che va inteso come la capacità di cogliere la bellezza preziosa che viene rappresentata. L'ambizione è di provare a testimoniare un'educazione estetica che riesca a ritrovare nell'oggetto prezioso una qualità alta e irraggiungibile fatta dall'intelligenza delle persone che conoscono il proprio mestiere”.
 

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