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Cristina Memo

Cristina Memo

La bigliettaia presa a pugni: "Grazie agli angeli che mi hanno aiutata, tornerò col mio sorriso"

La donna era stata aggredita all'imbarcadero di Burano lunedì verso mezzogiorno. In un post scritto su facebook, ha voluto ringraziare chi le è stato vicino, dall'azienda ai familiari

Ha voluto lasciare ad un lungo post scritto su facebook le proprie riflessioni. "Per prima cosa vorrei rassicurare tutti coloro i quali si sono preoccupati per me, certamente non sono abituata a prendere pugni in faccia, ma presto starò bene": a scrivere è C. M., la giovane bigliettaia che nella tarda mattinata di lunedì è stata aggredita da un uomo residente a Mazzorbo. La sua unica colpa è stata quella di redarguirlo, dopo averlo colto in flagrante mentre cercava di forzare i tornelli di accesso all'imbarcadero. Per controrisposta, si è beccata un calcio ed un pugno dritto in faccia.

Tutto è avvenuto in due minuti, poi, come spiega la giovane "sono intervenuti un addetto al pontile e un abitante di Burano, come me. Se non fosse stato per loro, i fatti avrebbero potuto evolversi in modo diverso. Peggiore. Sono stata soccorsa dalle infermiere del distretto sanitario di Burano, angeli che già da qualche anno mi aiutano con infinita pazienza nel procurarmi farmaci e presidi di cui ho bisogno". In rapida successione l'arrivo dei carabinieri, delle sue responsabili di turno e dei genitori. La ragazza è quindi stata accompagnata in codice bianco all'ospedale, dove gli antidolorifici hanno subito iniziato a fare effetto.

"Il giorno seguente - ha scritto - Vela e Actv mi hanno chiamata per esprimermi la loro vicinanza, tanti i messaggi di conforto e sostegno da colleghi, responsabili e amici. Dentro di me è cresciuta la consapevolezza di non essere solo un numero. Noi 'addetti alle vendite' Vela siamo abituati a vedere ogni giorno maree di persone transitare per i nostri approdi, spesso riceviamo insulti gratuiti da chi evidentemente non pensa che dietro quel vetro ci sia una persona reale, una figlia, una madre, una sorella. Vorrei che il tono delle discussioni generate da ciò che è accaduto si abbassasse. Vorrei riprendere a 'vendere biglietti' con impegno e pazienza, come ho sempre fatto".

"Questo spiacevole episodio lascerà su di me solo il dolce ricordo di chi era in ansia per me, e di chi mi ha soccorsa. Tornerò presto a lavorare. Con il solito sorriso di sempre, e con la voce forse troppo alta al microfono. Tornerò a fare due chiacchiere con gli anziani che mi chiedono come si fa a 'scegliere il contratto' e con chi ha l'abbonamento ma si ferma lo stesso a salutarmi perché allo sportello 'non c'è nessuno'. Per me solo una cosa è cambiata - ha concluso - So di non essere sola. Non permettete mai a nessuno di spegnere il vostro sorriso".

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