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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca San Marco / Piazza San Marco

Vernier: «Stagione estiva buona, ma ora si rischia la batosta con l'acqua alta»

Tra luglio e settembre i locali dell'area marciana hanno segnato un giro d'affari non distante da quello del 2019. Ora i timori, in vista dell'autunno, si rivolgono al Mose. Categorie e amministrazione sono d'accordo: la quota di 130 centimetri per il sollevamento è troppo alta

Anche Venezia ha visto, a partire dalla metà di luglio, una notevole ripresa del turismo che era stato perso nei mesi più difficili della pandemia. Alcuni dati sono stati forniti da Claudio Vernier, presidente dell'associazione Piazza San Marco, che ha fatto un bilancio delle attività dell'area marciana: «Abbiamo iniziato a vedere movimento da metà luglio e abbiamo lavorato bene fino a metà settembre, mentre ora ci troviamo di nuovo in parabola discendente. I grandi eventi, come la mostra del cinema, la sfilata di moda e la Biennale hanno portato un certo tipo di turismo internazionale che mancava».

Negozi in difficoltà

Chiaramente si tratta di un successo solo parziale: «Possiamo dire che per due mesi si è lavorato bene, in media un 30% sotto i livelli del 2019 ma il doppio del 2020. Questo, però, solo per quanto riguarda i pubblici esercizi: i negozi, invece, stentano a tirare su la testa e registrano ancora cifre negative che li mettono a rischio. Nei mesi della pandemia hanno chiuso soprattutto piccole attività che rappresentavano il tessuto sociale e produttivo dell'area, come Venini, Cenedese, Pagan». Ecco perché, oltre ad auspicare l'incremento di un «turismo di qualità», si cerca anche di puntare sui cittadini e sulla residenzialità: in questa direzione va l'iniziativa (appena conclusa) che ha portato i possessori di carta VeneziaUnica a frequentare i caffè di piazza San Marco ad un prezzo speciale. «Proseguiremo l'esperienza anche in novembre», ha anticipato Vernier.

Il rischio acqua alta e i limiti del Mose

Nelle settimane a venire, le difficoltà più grosse potrebbero essere causate dalle acque alte: «Il lato delle procuratie vecchie continuerà anche quest'anno a subire l'acqua a livelli elevati, perché se il Mose si attiva soltanto a 130 centimetri i danni sono enormi. Potrebbe essere il colpo di grazia». Sul tema del funzionamento del Mose si è soffermato anche l'assessore al Commercio Sebastiano Costalonga: «L'amministrazione si sta muovendo per chiedere di modificare i criteri in vigore - ha detto - perché intervenire solo con maree così alte è rischioso per la vita e l'economia di Venezia. L'indicazione agli enti preposti è che il Mose debba essere attivato per tenere all'asciutto la città, quindi non con 130 centimetri ma appena sopra alla quota di 1 metro». Il Pd comunale presenterà una mozione per impegnare il sindaco ad «attivarsi nelle sedi competenti affinché sin da subito il sistema Mose sia attivato alla quota di 110 centimetri, perché quote più alte sono incompatibili con la vita della città e provocano gravi danni al patrimonio culturale, edilizio e al tessuto economico».

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