Su la liquidità, giù il debito. Il bilancio del Comune è in salute. Ecco perché

La ricetta: «Efficientare le direzioni dell'amministrazione e delle partecipate, curare la disponibilità di denaro, evitare sprechi, lavorare tanto con gli assessorati e cercare la collaborazione di tutti»

Il bilancio del Comune, e delle partecipate, è tornato «alle condizioni di normalità». L'amministrazione ha messo oggi sul tavolo tutti i risultati, in termini di milioni di euro, raggiunti in 4 anni di governo della città e delle società collegate. L'assessore Michele Zuin ha presentato un consolidato in salute, che ha recuperato 78 milioni di euro di debito, che invece in Italia ha continuato a crescere accumulandosi per ulteriori 135 miliardi, e una liquidità che, specie nel 2017 e 2018, ha ripreso ad aumentare portando ossigeno alle casse dell'ente pubblico.

Gli elementi

Merito delle alienazioni? «No», secondo Zuin, e neppure di tagli agli investimenti o ai servizi. In un quadro in cui la legge speciale per Venezia, con fondi nuovamente riconosciuti e arrivati dal governo Renzi, sono stati utilizzati come risorsa per l'ente, ciò che ha fatto la differenza, secondo l'amministrazione, è soprattutto la "gestione del buon padre di famiglia". Capillare, controllata costantemente verificata, con la collaborazione di tutti gli assessorati. Ecco cosa occorre fare in pillole, secondo il Comune, ora orgoglioso di diffondere le sue best practices: «Efficientare le direzioni del Comune, capire se effettivamente quello che chiedono, quando fanno un bilancio di previsione, è quello che effettivamente serve o stanno chiedendo di più. Stessa cosa per le società partecipate. Curare la liquidità, evitare sprechi e consulenze inutili, lavorare tanto con tutti quanti gli assessorati e cercare la collaborazione di tutti».

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Oneri

Il buono stato di salute riguarda il consolidato, ovvero tutto il gruppo: Comune e tutte le società del gruppo. «Siamo partiti dal 2014 con una situazione da pre default - dice Zuin - e siamo arrivati a una situazione totalmente risanata, un risultato oltre l'immaginabile. Questa è la situazione che anche in Italia si può cambiare e che la situazione può tornare sotto controllo, grazie a un efficientamento continuo. Senza smettere di investire - spiega l'assessore -. Ridotti anche gli oneri finanziari, e la liquidità del gruppo è arrivata a 10 milioni, partendo da una situazione dove in cassa ne avevamo uno e tutta l'anticipazione della tesoreria era stata consumata».

Investimenti

«Sono stati fatti soprattutto sul fronte della mobilità - spiega il delegato del Comune Michele Dal Zin -. Nel settore navale e per i nuovi autobus Actv, in particolare, sono stati investiti 200 milioni di euro. In Veritas, al servizio idrico e ai rifiuti, sono andati rispettivamente 17 e 21 milioni, per realizzare i nuovi impianti di trattamento degli scarti». «Abbiamo preso in mano la compilazione costante e precisa del bilancio, non solo al Comune ma anche nelle società - continua l'assessore Zuin -, e vagliato le somme di denaro richieste, in modo da dare sempre il necessario. Abbiamo portato le partecipate a rispettare termini dei versamenti, e abbiamo reso più efficiente il sistema dei rapporti tra le società e il Comune, in modo da approvare i bilanci nei termini della programmazione, in modo da avere il controllo sulle spese. Le società hanno conservato la loro autonomia, ma non hanno mai fatto assunzioni o spese senza il consenso del Comune».

Personale e sociale

Neppure il personale o la spesa destinata al sociale sono stati tagliati. «Anzi - afferma Zuin - in Actv c'è stata perfino qualche assunzione a tempo indeterminato per via del decreto dignità. E la spesa per il sociale è rimasta a 39 milioni, nulla è stato toccato. Quanto al patto di stabilità - conclude l'assessore al Bilancio e alle Partecipate - lo avremmo rispettato comunque, e poi è venuto meno solo nel 2017. Gli introiti delle vendite li abbiamo utilizzati per fare investimenti specie a Mestre. Venezia, assieme a Milano, sono adesso le amministrazioni più virtuose e siamo riusciti a tagliare la Tari, la tassa sui rifiuti, percorso che vogliamo continuare grazie agli introiti della tassa di soggiorno e, dal primo gennaio 2020, di quelli della tassa d'ingresso, perchè un carico consistente di turisti sulla città fa lievitare la spesa per la manutenzione, e questa non deve gravare sui cittadini. Quanto alle tasse per gli affitti turistici, quelle, come previsto, sono cresciute. Abbiamo risanato il bilancio e poi ridotto le imposte alle imprese. Non abbiamo fatto manovre in deficit».

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I numeri

Per quanto riguarda il risultato di esercizio si è passati da un valore negativo del 2014 pari a – 78 milioni a un risultato positivo di 84 milioni nel corso del 2018, con un aumento, in quattro anni, di 162 milioni di euro. Anche l’andamento della gestione caratteristica, che riflette il miglioramento dei fondamentali di bilancio, ha registrato un miglioramento passando da -3,72 milioni a + 88 milioni. Il patrimonio netto del gruppo è cresciuto da 749 a 969 milioni di euro. Gli oneri finanziari sono diminuiti da 47,8 milioni di euro a 40,8 milioni. La liquidità è passata da 163 milioni del 2014 a 263 milioni del 2018. Nel 2014 sono stati fatti investimenti per 110 milioni di euro, nel 2015 per 150 milioni, nel 2016 per 125, nel 2017 per 96 milioni di euro e l’anno scorso per 183 milioni.

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