Cronaca San Marco / Campo San Fantin, 1965

La Fenice chiude il 2012 in attivo, Chiarot contro la riforma del Fus

Il bilancio dell'ultimo anno del teatro è positivo per il secondo anno consecutivo. Il Soprintendente: "Se passasse quel che ho letto al ministero noi verremmo danneggiati molto"

La Fenice di Venezia per il secondo anno consecutivo chiude il bilancio facendo utili. Lo rende noto la fondazione La Fenice di Venezia il cui Consiglio di amministrazione ha approvato la relazione di bilancio preventivo fatta dal sovrintendente Cristiano Chiarot. Per l'esercizio 2012 il teatro veneziano prevede una chiusura dei conti positiva, dopo aver registrato un attivo anche nel 2011, di circa 18 mila euro.

"Si sta consolidando - ha detto Chiarot - una tendenza assolutamente positiva per il nostro teatro, che presenta conti in ordine e qualità artistica di livello internazionale. Siamo il primo teatro italiano, e uno dei primi al mondo, per numero di produzioni, mentre la nostra raccolta di denaro privato è relativamente al contributo pubblico in totale equilibrio".

Riferendosi poi alla discussione sul Fus, fondo unitario per lo spettacolo, che sarà alla vaglio del Consiglio dei ministri e riguarderà le 14 Fondazioni liriche italiane, Chiarot dice di leggere "con un po' di stupore alcune anticipazioni giornalistiche sul rapporto di riorganizzazione allo studio del ministero della Cultura".


"Sono certo che si tratti di forzature - aggiunge - che il buon senso e la saggezza del ministro sapranno limare. Se passasse quel che ho letto, si creerebbe una ingiustificata linea gotica che paradossalmente punirebbe molte fondazioni liriche virtuose, premiandone altre. Sono convinto - conclude Chiarot - che la prima difesa per la fondazione Teatro La Fenice sia la qualità del suo prodotto, supportata dalla positività dei suoi bilanci". (Ansa)

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