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Un bimbo di sabbia sulla spiaggia di Jesolo contro le stragi di migranti

È l'idea dell'artista Carlo Pecorelli, che ha realizzato l'installazione con sabbia di Lampedusa: "Contro l'indifferenza verso i diritti dei profughi"

Si chiama “Welcome”, ed è l'installazione fotografica realizzata dall'artista Carlo Pecorelli con la sabbia dell'isola di Lampedusa. La scultura raffigurata sull'arenile di Jesolo rappresenta un bimbo riverso sulla battigia e sull’ingresso di un pontile di Jesolo, icona della città balneare. L'opera utilizzata nella performance fotografica compiuta dallo scultore Pecorelli ha dimensioni contenute ma racchiude per l’artista "un forte significato connesso con l'alterità dei popoli ed ispirato all’attualissima tematica degli sbarchi degli immigrati sulle coste più a sud d'Europa".

“Il bimbo riverso raffigura l'estraneità al contesto vacanziero - spiega Pecorelli - simile ad un detrito antropomorfico abbandonato in balia degli elementi marini e circondato da una sconcertante indifferenza che fa scomparire l'opera che volutamente mimetizza la sua materia con la sabbia essendo composta della stessa sostanza. Un’installazione che fa stridere violentemente, in un’unica rappresentazione fotografica, l’immigrazione nordafricana, sospesa fra la vita e la morte, verso l’isola mediterranea più meridionale d'Italia, con le dinamiche turistiche della città balneare veneziana, meta di vacanze estive per i popoli nordeuropei”.

“Il bimbo si è materializzata dalla sabbia in modo quasi istintivo - commenta l'artista - Mi sono sentito impercettibilmente guidato nella sua composizione che ho desiderato avvolta della stessa materia della spiaggia di Lampedusa, approdo di tanti immigrati che la raggiungono sui barconi guidati dalla speranza di una vita migliore ma che spesso si schiantano invece con la tragedia dell’annegamento. Non mi ha preoccupato neppure la difficoltà di reperire la sabbia dell’isola del Mediterraneo che sono andato a raccogliere di persona. Prima di posizionare l'installazione nei diversi scenari di fotografia sull’arenile di Jesolo ho sentito di voler compiere una sorta di cerimoniale di accoglienza per dare dignità a quella figura inerte avvolta dalla miseria dell’indifferenza”.

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