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Attivisti bloccano l'accesso all'inceneritore di Fusina

La protesta è scattata alle 8.30 di questa mattina. La condanna di Veritas: «Scritte ingiuriose e danneggiamenti»

«Non brucerete il nostro futuro. No inceneritore». Questo lo slogan del centinaio di persone che oggi, alle 8.30, si è piazzato davanti al varco d'accesso dell'impianto di incenerimento gestito da Veritas a Fusina. Impedendone l'ingresso.

Decine di camion di rifiuti bloccati

L'iniziativa, come spiegato dagli attivisti del "Venice climate camp" in corso al centro sociale Rivolta, coglie più contraddizioni: «Non solo la scelta di allargare un sito inquinante, ma anche la narrazione dell'impianto come infrastruttura sostenibile contro la devastazione ambientale e contro ogni politica che mira a mettere in secondo piano la salute e la salvaguardia dell'ambiente». Nel corso della protesta una decina di automezzi carichi di rifiuti è rimasta ferma lungo la strada di accesso.

Veritas: «Danneggiamenti e scritte ingiuriose»

«Gli occupanti hanno imbrattato con scritte ingiuriose e diffamatorie la palazzina, i cancelli, i cartelli e si sono poi arrampicati su un pilone della luce per calare uno striscione. - spiegano da Veritas - Registriamo danneggiamenti a strutture pubbliche che richiederanno soldi per essere rispristinate e che, insieme ai costi da sostenere per portare il Css in altri impianti, graveranno sulle bollette dei cittadini e delle imprese del territorio».

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