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I manifestanti

I manifestanti

Lavoratori uniti per Porto Marghera "Blocchi" in via Fratelli Bandiera

Linea dura della Cgil giovedì mattina. In diverse decine hanno raggiunto via Padana per una forma "visibile" di protesta: "Il Governo intervenga"

Si sono messi tutti in fila. Riempiendo via Fratelli Bandiera. "Un'iniziativa spontanea, nata dopo un'assemblea al capannone del Petrolchimico", spiegano. Niente "premeditazione", dunque. Solo istinto, o quasi. La Cgil torna a manifestare in strada per chiedere un futuro per Porto Marghera. Perché nell'area, alle prese con una crisi senza precedenti che ha falcidiato lavoratori diretti o terzisti, sono in tanti a rimanere con il fiato sospeso. Non solo chimici o operai. Ma anche i dipendenti di tutte quelle ditte che erogano servizi fondamentali affinché la "macchina" vada avanti. Le più agguerrite verso le 11 sono state le lavoratrici della Sodexo, multinazionale che gestisce anche la mensa del Petrolchimico:

"Meno operai lavorano e meno operai vengono a mangiare da noi - sottolineano a gran voce dalla testa del corteo - noi non vogliamo andare a casa". Il sperpentone di circa duecento persone, poi assottigliatosi mano a mano che continuava la marcia, ha bloccato prima via Padana, per poi insinuarsi in via Fratelli Bandiera. Due blocchi: all'inizio e poi in corrispondenza dell'attraversamento pedonale semaforico. Lì per circa un quarto d'ora c'è stato spazio per tutte le rimostranze dei rappresentanti del sindacato: "Serve un piano per il lavoro - dichiara Monica Zambon, segretaria generale Filcams Cgil Venezia - Porto Marghera sta morendo neanche troppo lentamente". Le fa eco Riccardo Colletti della Filctem (tutte le sigle del sindacato erano rappresentate): "Sono vent'anni che continua questa situazione di declino - sottolinea - cerchiamo così di ampliare la massa critica. Di coinvolgere le categorie".

Dietro il corteo naturalmente una fila di auto e camion. C'è chi però appoggia la protesta: pochi i clacson che tradivano nervosismo o disapprovazione: "Fanno bene - dichiara il conducente di un furgone di una ditta di spedizioni di Noale - con Porto Marghera ci lavoro spesso. E se manca a loro il lavoro manca anche a me". Era sceso dal mezzo, ad aspettare con aria rassegnata che la carreggiata venisse sgomberata. Sguardo non certo di disapprovazione: "La prossima manifestazione? Se non lavoro ci vado", dichiara. E di altre iniziative del genere in effetti ce ne dovrebbero essere. A novembre. Cui si aggiunge lo sciopero nazionale del 25 ottobre: "Saremo in tanti, saremo molto più arrabbiati - dichiarano - qualcuno deve intervenire. Siamo partiti ora perché poi sarà troppo tardi. Sarà tutto chiuso".

Torna d'attualità quella "vertenza" su Porto Marghera rimasta negli ultimi tempi latente, ma le casse integrazioni sono fioccate. Oltre che i licenziamenti. Su tutti l'incubo dei lavoratori della Vinyls e la situazione di incertezza che vive lo stabilimento Syndial. "Riprendiamo il filo del discorso da dove l'avevamo lasciato - spiega Ugo Agiollo, neo eletto membro della segreteria della Cgil di Venezia - in più questa è la prima delle iniziative che formeranno una piattaforma sindacale da presentare a chi intende candidarsi a guidare la città durante le prossime elezioni".

IL CORTEO DELLA CGIL

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