Bilancio del porto bocciato. Musolino: «Così non colpiscono me, ma l'economia di Venezia»

Nel comitato di gestione i pareri contrari di Campitelli della Regione e di Giri della Città Metropolitana. Pellicani: «Zaia e Brugnaro responsabili del blocco del sistema portuale». Baretta: «Nessuno dei 2 enti ha spiegato i motivi di questo no»

Il presidente AdSP Pino Musolino

Bocciato il Bilancio dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale. Il presidente Pino Musolino lo ha appreso stamattina, giovedì 18 giugno, e ha convocato una conferenza. Sul fatto si è espresso il governatore del Veneto Luca Zaia nel consueto punto stampa di oggi a Marghera. Infatti, ha dato voto contrario al consuntivo del Porto, nel comitato di gestione, la rappresentante della Regione Veneto, Maria Rosaria Anna Campitelli. «È una professionista che non si fa condizionare, ha deciso secondo coscienza e professionalità - ha detto Zaia -. Non c'è nessuna dietrologia, nessuna guerra contro nessuno. Se i bilanci stanno in piedi si votano, se non stanno in piedi non si votano. C'è un consiglio di amministrazione, i responsabili rispondono». 

La politica

«Il voto contrario di Regione e Città Metropolitana è un fatto molto grave che rischia di compromettere i benefici del decreto Rilancio per i porti - afferma l'onorevole Pd Nicola Pellicani - mettendo in difficoltà decine di imprese e di lavoratori, colpiti dalla crisi del Covid. Regione e Città Metropolitana devono spiegare alla città una scelta che rischia di avere ricadute per l’economia cittadina. Zaia e Brugnaro con questa scelta si stanno assumendo la responsabilità di bloccare il Porto». «Il bilancio consuntivo 2019 dell'Autorità portuale – spiega Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia - presenta un avanzo di amministrazione di oltre 25 milioni di euro ed è già stato approvato dai revisori del conto nominati dal ministero dell’Economia e da quello dei Trasporti. Rende grave e oscura questa decisione che nessuno dei due Enti ha spieghi i motivi di questo no». 

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Il decreto Rilancio per il sostegno alle paghe

Oltre al voto di Campitelli l'altro contrario è stato dato dal rappresentante della Città metropolitana Fabrizio Giri, che l'anno scorso si astenne. «Così non colpite me - il commento di Musolino - ma l'economia del territorio, impedendo al porto di sostenere le compagnie dei lavoratori portuali che hanno bisogno di liquidità, vista il forte calo del volume dei traffici in emergenza Covid. Bloccando il rendiconto si fermano tutti i processi, anche quelli previsti dall'articolo 199 del decreto Rilancio, che prescrive il supporto ai profili salariali dei lavoratori a integrazione delle paghe (60 euro al giorno per mancata chiamata che il porto potrebbe corrispondere subito, se non fosse stato bocciato il bilancio)». 

A fine aprile del 2019 accadde che il bilancio dell’Autorità di sistema oortuale, con il voto favorevole del presidente Musolino, passò solo in un secondo momento. Si astenne Giri (che si trovava all’estero) ed era assente Campitelli. «Il voto espresso dalla Città metropolitana rappresenta anche il sindaco di Chioggia, che non andrebbe contro i lavoratori portuali», spiega Musolino, convinto della buona fede della Regione. «Sono in ballo 1269 imprese, 21 mila lavoratori tra Venezia e Chioggia - dice. Siamo in grado di cancellare le concessioni demaniali, per andare incontro agli operatori, e l'avanzo disponibile ha raggiunto i 25 milioni all'anno, negli ultimi 3 anni, e oltre 10 milioni e mezzo di utile. Con un team di 121 persone abbiamo lavorato - aggiunge Musolino - al massimo delle possibilità, i risultati ci sono tutti».

Venice-Ro Port Mos

Il comitato, che ha votato contro è stato convocato il 18 maggio, con pec del 26 maggio, e le informazioni richieste sono state inviate l'8 giugno, secondo il presidente del Porto. «Non mi sono mai state domandate precisazioni, allora su quale base, mi chiedo, questa valutazione di presunta "fumosità"? È stato fatto un copia e incolla delle dichiarazione di voto». Musolino esclude che sull'accaduto possa aver avuto una qualche influenza la variazione di bilancio, 9 milioni, per la continuità di Venice-Ro Port, approvata il 20 gennaio scorso dall’Autorità di sistema portuale. Servì al riequilibrio del piano economico-finanziario e alla continuità della concessione alla società privata Venice-Ro Port Mos, che opera nel terminal di Fusina, le cui finanze risultavano in grave dissesto dal 2018.

La comunicazione

Il voto negativo, per Musolino, «va contro l'interesse pubblico, lo sviluppo dei traffici e infrastrutturale di Venezia. E le critiche, che in questo caso alludono pure a irregolarità che possono tradursi in reati, sono da evitare - afferma - come i messaggi ambigui. Se questo serve a farmi fuori, sappiate che sono fungibile, ma si colpiscono gli addetti del Porto. Siamo - conclude - organismi nominati dalla politica, confermati dalle Regioni e votati dalle commissioni dei Trasporti di Camera e Senato; nasciamo dalla politica, ma siamo tecnici. Spero di poter apprendere che si è trattato di un mero errore di comunicazione tra gli enti locali e i loro rappresentanti».

Il residuo

Giri e Campitelli avrebbero detto di non aver trovato nel bilancio il residuo. «Un ammontare che non deve essere lì, per questo motivo non è individuabile - dice Musolino - Prima della approvazione c’è un accertamento del residuo che compare in forma di elenco, e che abbiamo sottoposto all’attenzione. Ma non è stato oggetto di discussione. Resta incomprensibile - afferma Musolino - che mentre residuo e consuntivo abbiano avuto parere contrario, la relazione annuale si stata approvata anche dalla capitaneria di porto». L'anno scorso si dovette convocare un’ulteriore comitato per uscire dall'impasse. «Sono pronto a rimanere a lavorare per il mio territorio - afferma il presidente  -  Ho messo impegno e una credibilità di 35 milioni di euro di investimenti e progetti europei, riducendo l'esposizione debitoria. Ho passato l'ispezione della Corte dei Conti, l'ispezione ministeriale, tutte le filiere dei controlli. Anni fa anche l'ispezione dell'Anac. Ho fatto investimenti e ci sarei riuscito in ogni caso, anche realizzando gli escavi».

I tweet, la vicinanza

Confetra: «Solidarietà a Pino Musolino dal Sistema Confederale. Bilancio già approvato da Partenariato e Revisori, bocciato dagli enti locali. Fuori la politica dai porti». «#PortoVenezia milioni di euro del #rilanciaitalia persi e duecento posti di lavoro a rischio nella portualità veneziana. Tutto per una guerra di poltrone», il post del Gruppo 25 Aprile. «Killeraggio di Città Metropolitana e Regione contro economia e lavoro del Porto di Venezia in un momento storico drammatico, con pretestuoso stop a Bilancio per fame di potere»: post Gianfranco Bettin.

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Spiega Federagenti: «Andando avanti di questo passo, non vorremmo essere costretti a interrogarci su chi fra i 15 presidenti dei porti italiani, sedi di Autorità di sistema portuale, riuscirà a concludere il suo mandato senza essere colpito o affondato, o da “mozioni di sfiducia” o da provvedimenti giudiziari». Secondo il presidente Gian Enzo Duci, «la bocciatura del bilancio dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, che governa il porto di Venezia, con il possibile commissariamento di Pino Musolino, riaccende (a meno di due settimane dalla decapitazione del porto di Trieste), pesanti perplessità sul futuro della portualità italiana. Già 8 porti su 15 sono entrati nel frullatore di sfiducia o di inchieste giudiziarie». Il bilancio ha avuto parere favorevole a maggioranza dall’organismo di partenariato e i dai revisori dei conti. Bocciato per il voto contrario del Comitato di gestione nel quale sono rappresentate le istituzioni locali.

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