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La Boldrini agli studenti del Marco Polo: "La diversità un valore, dovere essere ospitali"

La presidente della Camera dopo i post razzisti di una docente: "Le parole sono come pietre, specie nell'era digitale". La dirigente scolastica: "Quei commenti non rappresentano il liceo"

"Ricordatevelo questo. Ricordatevi che chi scappa dai tagliagole dell'Isis scappa dalle stesse persone che hanno ucciso Valeria Solesin, che poco prima abbiamo ricordato a Ca' Foscari". Venerdì mattina la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha parlato a ragazzi che tra poco si troveranno di fronte alle stesse scelte e agli stessi problemi che ha dovuto superare la giovane ricercatrice veneziana uccisa un anno fa al Bataclan di Parigi da un commando di terroristi. Ha parlato ad adolescenti che in queste settimane si sono contraddistinti per atteggiamenti antirazzisti, di fronte ai post della loro professoressa d'inglese, Fiorenza Pontini, che mettevano nel mirino profughi e migranti, augurandosi la loro morte. Questi ragazzi avevano in mano tutti una copia della Costituzione italiana e hanno applaudito a più riprese gli interventi della titolare di Montecitorio, che ha spiegato loro il valore dell'accoglienza e i cardini della nostra società civile, che si ritrovano tutti nei primi articoli della carta costituzionale.

PRIMA LA BOLDRINI INCONTRA I GENITORI DI VALERIA SOLESIN

Questioni internazionali che hanno avuto una propria eco peculiare nel liceo lagunare negli ultimi mesi: "La gravissima vicenda che ha coinvolto la nostra scuola ha costituito un episodio isolato - ha dichiarato la dirigente scolastica, Annavaleria Guazzier - Il nostro liceo si è sempre contraddistinto per aver formato donne e uomini che hanno contribuito alla crescita del nostro Paese e allo sviluppo del libero pensiero".

LA BOLDRINI RICORDA VALERIA SOLESIN: "UN DOVERE ESSERE QUI"

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Gli articoli della Costituzione e della Carta dei diritti umani vengono declamati in numerose lingue: dall'albanese all'arabo, dall'inglese al cinese. Sono tutti ragazzi che studiano in quelle aule. In tutto e per tutto italiani, ma figli dell'immigrazione: "In questa scuola ci sono ben 50 lingue - ha commentato la Boldrini - Recitare questi articoli in diversi idiomi lo ritengo bello e coerente con i tempi in cui viviamo. La nostra collettività è come una famiglia, e in una famiglia ci sono delle regole. Non è l'amore che ci tiene insieme, ma sono i valori. Sono i princìpi. In più abbiamo la Costituzione. Sono venuta qui per dirvi che se i valori che ci tengono insieme scemano, noi non potremo più andare avanti. Quindi metteteci la faccia. La politica non è una brutta cosa se la si fa nell'interesse dell'altro. Sporcatevi le mani. Perché le scelte della politica entrano nella vita di tutti noi. Tanto vale interessarsi in prima persona. Dobbiamo dare la precedenza alla solidarietà sociale. Lo avete appena letto, specie con l'articolo 3 sull'uguaglianza formale e sostanziale".

LA MAMMA DI VALERIA SOLESIN: "CONTINUATE IL SUO LAVORO"

La presidente della Camera difende a spada tratta la politica dell'accoglienza ("non c'è nessuno che prende i barconi per scelta, ma perché è costretto. Perché magari ha la casa bombardata e rischia la vita") e mette in guardia di fronte alle nuove schiavitù: "Ora le chiamate tratte - spiega - ma io ho lavorato a lungo a Lampedusa. Lo sguardo di 15enni nigeriane dopo gli sbarchi è diverso dagli altri. Sono vicine a fantomatici fratelli. Invece sono i loro padroni. Gli altri baciano la terra in cui sono arrivati, loro se ne stanno ferme. Gli occhi tristi. Sanno di essere state vendute e sanno che si dovranno prostituire. Sono le stesse giovani donne che poi trovate ai lati della strada. Non fate finta di non vederle. La schiavitù aumenta in questo mondo".

Si passa dalla Costituzione, alla carta di Nizza, dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo alla Convenzione dell'Unione Europea. Si ripercorrono articoli, parole e princìpi. Si sottolinea che le "parole sono come pietre, soprattutto nell'era digitale. A me succede ogni giorno", spiega la presidente della Camera. Dopodiché, di fronte alle classi finite loro malgrado nell'occhio del ciclone, l'ultima esortazione: "L'avete detto anche in arabo e spagnolo oggi - conclude la Boldrini - la diversità è un valore. Ricordatevelo sempre". 

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