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Incubo a Meolo: bolletta da 3.500 euro da pagare in dieci giorni senza rate

Una volta che E.P. ha aperto la lettera il 20 dicembre si è sentita mancare: "Pensavo di aver sempre pagato, ma quelli erano solo acconti. Non posso nemmeno pagare un po' per volta"

Un conguaglio per l’acqua consumata in un anno e mezzo in un colpo, e da pagare entro 10 giorni: totale 3.500 euro. Senza nessuna possibilità di rateizzare. Quando E.P., di Meolo, lo scorso 20 dicembre si è vista recapitare una simile bolletta dall’Azienda Sile-Piave, immagina si trattasse di un errore, dato che le precedenti bollette erano sempre state pagate. Ma dal momento che la scadenza per il pagamento cade a brevissima distanza dalla data di ricevimento, il 31 dicembre, la signora contatta immediatamente il fornitore per segnalare il problema. E qui la brutta sorpresa: "Nessun errore, bensì il conguaglio di 17 mesi di consumi, da quando cioè (giugno 2011) aveva stipulato il contratto di fornitura del servizio idrico - spiega in una nota Adico, associazione a difesa dei consumatori - Solo in quel momento infatti le viene spiegato che le bollette che ha ricevuto nel precedente anno e mezzo erano solo acconti".

La signora veneziana allora chiede un appuntamento per chiedere la rateizzazione dell’importo, ma nemmeno questa strada è in discesa: "La Sile-Piave infatti per politica aziendale concede la possibilità di pagare a rate solo dentro la garanzia rappresentata da una fideiussione bancaria - continua Adico - cioè un contratto tramite il quale la banca appunto garantisce al creditore, quindi in questo caso la Sile-Piave, nel caso in cui il cliente non onori il suo pagamento".

"Pagare una cifra del genere praticamente da un giorno all’altro credo sia impossibile per la stragrande maggioranza delle persone normali, ma se oltre al danno c’è anche la beffa dell’essere trattati come dei ladri sotto la minaccia del distacco della fornitura di acqua, davvero la situazione diventa insostenibile – commenta E.P. – per questo ho deciso di rendere pubblica la mia vicenda, sperando che nessun altro consumatore debba vivere una situazione analoga".

I legali di Adico stanno assistendo la consumatrice nella contestazione della bolletta, che la signora infatti non intende pagare se non a rate. La Sile-Piave, riferisce la socia Adico, accusa la cliente di essere responsabile dell’alto importo del conguaglio in quanto non avrebbe mai comunicato l’autolettura. "Ma nelle bollette che ho ricevuto nell’ultimo anno e mezzo non c’era alcun riferimento alla procedura di autolettura, e comunque avrebbero potuto contattarmi se c’era qualche problema", sbotta la signora di Meolo.

"La richiesta di una fideiussione bancaria in questo caso a nostro avviso è pretestuosa, non c’è nessuna ragione per sottoporre l’utente a un ulteriore onere economico – spiegano dall’ufficio legale di Adico - l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha infatti stabilito che la rateizzazione del pagamento deve sempre essere possibile, tra gli altri casi, quando pur essendo accessibile il contatore, a causa di una o più mancate letture viene richiesto al cliente il pagamento di un conguaglio e quando tale conguaglio sia particolarmente oneroso". Nella diffida inviata all’azienda i legali di Adico hanno chiesto la concessione del pagamento in otto rate da circa 445 euro ciascuna, senza chiedere alcuna fideiussione.

"È inaccettabile che una bolletta arrivi a un utente così in prossimità della scadenza, a maggior ragione se si tratta di un periodo festivo – spiega il presidente di Adico, Carlo Garofolini – da tempo ci battiamo affinché una volta per tutte si consideri come termine utile quello di ricevimento, e non quello di spedizione".

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