Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Ricevono due bollette da migliaia di euro: nei costi sono comprese 29 sim mai richieste

Le fatture sono giunte all’A.v.a.p.o. Onlus di Venezia: la vicenda ora è passata in mano all’ufficio legale dell’Adico

Prima hanno ricevuto una fattura di circa 2 mila e 200 euro contenente i costi di 9 sim di un operatore telefonico mai richieste. Poi, quando sembrava tutto sistemato, è arrivata un’altra bolletta, superiore ai 3 mila euro, e questa volta le sim non richieste sono arrivate a quota 29.

La vicenda

Insomma, neppure l’A.v.a.p.o. Onlus di Venezia rimane indenne dalle sgradite sorprese che spesso riserva il mondo della telefonia (come anche quello delle forniture di luce e gas) a dimostrazione che le problematiche in questo settore non guardano in faccia nessuno. La vicenda – che ora, dopo vari tentativi andati a vuoto da parte dei diretti interessati, è passata in mano all’ufficio legale dell’Adico – può risultare a tratti surreale. Secondo il racconto dei referenti A.v.a.p.o., realtà composta da volontari che assistono malati terminali oncologici, tutto inizia a metà febbraio quando nella sede di Castello arriva una fattura da 2.263 euro. L’importo riguarda l’utilizzo di 29 sim, 20 delle quali risultano effettivamente in capo ad altrettanti medici e infermieri volontari, 9 invece non sono mai state richieste. I referenti di A.v.a.p.o. contattano dunque la compagnia telefonica, si recano nel negozio del centro commerciale, e contestano le somme contenute in bolletta, ricevendo rassicurazioni da parte del venditore: i costi delle  9 sim non richieste verranno stornate nella fattura successiva.

L'epilogo

Tutto a posto, dunque, si dirà. Invece, ad aprile, all’A.v.a.p.o. di Castello arriva un’altra fattura, questa volta da 3.137 euro. E qui, sorpresa, oltre alle nove sim da stornare, ce ne sono altre 20 non richieste, oltre alle solite 20 realmente utilizzate dai volontari dell’associazione. Insomma, 49 schede invece di venti. La situazione diventa surreale e di difficile risoluzione e così i referenti della Onlus decidono di rivolgersi ad Adico. «Abbiamo scritto immediatamente alla compagnia – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione dei consumatori – per richiedere l’immediata disattivazione delle nuove numerazioni oltre alla rettifica delle fatture emesse. Resta il rammarico per una situazione che si è trascinata per mesi e che poteva essere risolta in pochi minuti. Oltretutto, in questo caso, le vittime del disservizio sono i volontari di una realtà molto apprezzata che assiste persone allo stato terminale. Per loro si dovrebbe avere un occhio di riguardo in più».   

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