Bomba day, operazione riuscita. Il colonnello: «Probabile qui ci sia un altro ordigno»

Il dispositivo disinnescato in via Torino potrebbe non essere l'unico. Marina Militare in azione per il brillamento in laguna nel pomeriggio. Il vicesindaco Tomaello: «La città al sicuro grazie a questi esperti»

Le spolette della bomba rimosse con successo dall'ottavo reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore di Legnago (Vr) il 25 ottobre 2020

«Forse so dov'è l'altra bomba». È quasi scontato che dobbiamo aspettarci la presenza di un altro dispositivo del tipo di quelli messi in sicurezza dall'ottavo reggimento dei Guastatori Paracadutisti di Legnago (Verona), a febbraio scorso a Marghera e domenica 25 ottobre in via Torino a Mestre. Nella stessa area.

«Congiungendo questo punto del campus all'altro, a Porto Marghera, dov'è stata trovata la prima bomba si genera una direttrice che è il percorso compiuto dal sorvolo aereo durante il bombardamento nella seconda guerra mondiale - spiega il comandante Gianluca Dello Monaco dei Guastatori Paracadutisti, responsabile dell'operazione. Si è svolto tutto secondo le previsioni e prima del previsto, ha detto il colonnello, e la città ha ripreso a muoversi prima di mezzogiorno, domenica, con la ripartenza dei mezzi pubblici in sicurezza verso Venezia e viceversa. Le persone evacuate sono potute tornare a casa (pochi i residenti che hanno lasciato le abitazioni per sicurezza come previsto dall'ordinanza del Comune).

La bomba, un'arma dell'ultima guerra di più di 250 chili con quasi duecento di amatolo (tipo tritolo) all'interno, è stata privata degli inneschi grazie a un dispositivo elettronico che ha svitato queste spolette: la parte più rischiosa dell'operazione. Privata dei fattori esplodenti la bomba è rimasta "silente", è stata caricata a bordo di in mezzo meccanico dell'Esercito ed è stata portata verso la laguna, dove la Marina Militare avrà il compito di svolgere la seconda parte dell'azione.

L'ordigno caricato a bordo di un'imbarcazione verrà condotto a 4 miglia di distanza dalla costa, poi grazie ai tecnici subacquei della marina militare verrà riattivato nuovamente sotto acqua con un'altra carica (secondo momento di massimo rischio) e fatto brillare, generando una colonna d'acqua di 4, 5 metri d'altezza che sarà visibile a distanza in mare. Le spolette originarie della bomba, quelle rimosse, sono rimaste sul sito di via Torino dove nel pomeriggio c'è la detonazione, anche in questo caso a distanza, sotto terrà e senza rumore percepibile in supercificie (video dell'intervista al vicesindaco Tomaello in basso).

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