Bomba day, ecco come avviene il disinnesco

Più di 3000 persone evacuate, divieto di circolazione a veicoli, treni e aerei. Alle 12.20 riaperta l'area. Ordigno despolettato e trasportato al largo in mare. Il resto del brillamento a Marghera

È oggi il giorno del disinnesco dell'ordigno bellico trovato qualche settimana fa a Marghera, all'interno del sito industriale, nella zona in cui hanno sede il Vega e la Pilkington, tra gli altri. L'evacuazione della popolazione è iniziata all'alba e ha riguardato quasi 3500 persone presenti in un raggio di circa 2 chilometri. Si tratta di un ordigno di quasi 230 chili, risalente alle seconda guerra mondiale, che è stato individuato durante dei lavori al sistema fognario. Il disinnesco è di competenza dei militari dell'ottavo reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore di Legnago (Verona). A capo dell'operazione c'è il colonnello Gianluca Dello Monaco, mentre il team leader della squadra che andrà materialmente a despolettare la bomba è il caporal maggiore capo scelto Giuseppe Spataro. Alle 12.20, al termine delle operazioni di rimozione, è stata riaperta la viabilità nell’area: persone, mezzi pubblici e privati possono riprendere a circolare. I residenti possono tornare nelle proprie abitazioni. Con la riapertura del ponte della Libertà sta riprendendo progressivamente anche il servizio dell'Actv.

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È Spataro, all'inizio delle operazioni, a descrivere le attività dell'esercito italiano: «Scenderò insieme a un altro collega e applicherò delle chiavi a razzo che andranno a tirare via le spolette della bomba - spiega Spataro - Ci vorranno circa tre ore per ragioni di sicurezza. Applichiamo le morse poi ci allontaneremo a circa duecento metri all'interno di un veicolo blindato, in una area sicura da una eventuale detonazione. Abbiamo fatto preventivamente dei lavori per tutelarci dalla ricaduta da una eventuale esplosione, che bisogna sempre mettere in preventivo».

Fino al termine delle operazioni di disinnesco sarà vietata la circolazione dei veicoli privati e dei pedoni da e per Venezia. Posto un blocco della polizia locale che impedisce di proseguire oltre il cavalcavia di Mestre, verso Marghera. Vietata l’uscita dei veicoli dalle autorimesse pubbliche e private presenti a piazzale Roma, Marittima e Tronchetto. In deroga all’ordine di sgombero è consentito al personale incaricato di sovraintendere alle lavorazioni industriali a ciclo continuo. Interrotta la circolazione ferroviaria nel tratto tra la stazione di Venezia Santa Lucia e quella di Mestre. Dalle 8.30 alle 12.30 vige, infine, il divieto di sorvolo. Le operazioni di trasporto dell'ordigno dureranno 4-5 ore. Nel complesso sono impiegate numerose forze dell'ordine e volontari. Tra polizia e guardia di finanza sono 60 uomini con 25 pattuglie (20 polizia e 5 GdF) e tre natanti; sono 188 i volontari della protezione civile e 136 gli agenti della polizia locale. Inoltre cinquanta uomini dei carabinieri con 15 pattuglie e alcuni natanti, motovedette della guardia costiera, 15 volontari della Croce verde, 14 ambulanze del Suem 118, artificieri e Marina militare.

Disinnesco ora per ora

Alle 7, come da direttive, è scattato il divieto di circolazione dei mezzi privati, alle 7.10 è partito l’ultimo treno da e per Venezia, alle 7.30 blocco dei mezzi pubblici e del Ponte della Libertà che collega la Terraferma con la città d’acqua. Alle 8.30 è scattato il divieto di sorvolo. Una volta evacuata, l’area di sicurezza è stata presidiata dalla Forze dell’Ordine che hanno svolto anche attività antisciacallaggio. Alle 8.40 è stato dunque dato il via libera alle attività degli artificieri dell’8° Reggimento Guastatori Paracadutisti “Folgore” di Legnago, che prima hanno messo in sicurezza l’ordigno e dopo aver costruito un’opera di contenimento per ridurre al minimo gli effetti di un’eventuale esplosione durante il disinnesco, hanno proceduto al despolettamento degli inneschi. L’ordigno è stato sollevato da una gru e poi caricato con molta attenzione su uno zatterino, rimorchiato da un natante della Marina Militare e scortato dalla Guardia Costiera, per essere portato lungo il Canale Malamocco.L’applauso liberatorio al Centro operativo, per il termine della fase 1 di emergenza, è scattato alle 12.09 quando le due spolette sono state fatte brillare: la circolazione pedonale, dei mezzi privati, pubblici, di treni e aerei è potuta così riprendere. Il viaggio della bomba disinnescata verso l’area denominata “Malamocco Big Cargo” è durato poco più di tre ore. Raggiunto il mare aperto all’ordigno sono state applicate cariche di esplosivo plastico che sono state fatte esplodere sott’acqua dai palombari del Gruppo operativo subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (COMSUBIN). Una colonna di circa una ventina di metri ha quindi distrutto l’ordigno rimasto inesploso per 75 anni. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a all’Esercito e alla Guardia Costiera della Marina Militare, a  tutte le Forze dell’Ordine, ai volontari, agli enti, istituzioni e società coinvolte, coordinati dalla Prefettura di Venezia. «Grazie anche a tutti i cittadini, sia quelli sfollati sia tutti quelli che hanno avuto disagi – ha dichiarato –  perché sono stati molto comprensivi e collaborativi. Oggi, ancora una volta, #Venezia ha saputo dimostrare unità, giocando in squadra».

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