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Cronaca Chioggia

Chioggia, inizia il test per la bonifica dell'amianto in Val di Rio

Il commissario Vadalà: «È la risoluzione del problema amianto». La zona, che ospitava una discarica, sarà messa a disposizione del porto. Costo dell'operazione: 35 milioni di euro

Chioggia avvia l'opera di bonifica dell'amianto in Val da Rio, sito di competenza portuale che aveva ospitato una vecchia discarica tra il 1961 e il 1984. Il progetto pilota, presentato oggi in municipio, rappresenta un passaggio fondamentale del processo di recupero e riqualificazione ambientale del sito, che ha una superficie di 60mila metri quadri e un volume di 395mila metri cubi. «Siamo fiduciosi - ha riepilogato il presidente del porto, Fulvio Lino Di Blasio - che l’esito della prova pilota consenta di recuperare delle importanti aree inutilizzabili e restituirle alla funzione portuale».

Amianto nella discarica

L'amianto era stato trovato nel 2019, durante la fase iniziale dei lavori in corrispondenza della ex discarica. Il nuovo intervento costituirà la premessa per la ripresa dei lavori, interrotti proprio in seguito al ritrovamento dell'amianto (sotto forma di fibre di eternit derivante da scarti edilizi). L'intera operazione è funzionale all’ampliamento e alla riqualificazione dell’area portuale di Chioggia, che potrà così allargarsi e comprendere la zona della ex discarica.

Operazione delicata

A occuparsi delle operazioni sarà la società Herambiente, che nel frattempo, in questi ultimi due anni, ha realizzato gli impianti adiacenti al sito ed effettuato uno studio per valutare l’estensione della diffusione dell’amianto. Si è scoperto, così, che il materiale è presente in modo uniforme nell’intera area, e non solo in alcuni punti frazionabili. Questo comporterà un’attività di rimozione pervasiva, di cui andranno valutati con attenzione gli impatti sull’ambiente, sulla salute dei lavoratori e dei cittadini. Proprio per questa ragione è stato deciso di testare, con una prova pilota, la soluzione tecnica di rimozione che è parsa tecnicamente più efficace. Nei prossimi tempi si attende un riscontro empirico sul campo.

Il progetto pilota

L'intera operazione avviene sotto la direzione del generale Giuseppe Vadalà, commissario nazionale per la bonifica delle discariche. «La prova pilota - spiega - testerà la tecnica del picking (in circa 3 mesi saranno prelevati 4.000 m3, di terreno, pari a circa l’1% del totale). Il terreno finirà poi lungo nastri trasportatori montati all’interno di un capannone realizzato per la bonifica e tenuto in depressione per inibire il rilascio di odori e sostanze. Qui gli operatori, protetti da tute protettive tipo Tyvek e maschere con filtro Ffp3, effettueranno una cernita manuale estremamente precisa, rimuovendo i frammenti di amianto. Il riscontro empirico sul campo, oltre a fornire informazioni utili per l'ottimizzazione degli impianti e delle dotazioni, farà comprendere i passaggi autorizzativi che saranno necessari all’attivazione dei lavori di bonifica».

I costi

Alla presentazione di martedì erano presenti anche il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, e l'assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato. «La Regione - ha detto Marcato - si è fatta parte attiva per arrivare al recupero ambientale della ex-discarica. È un’area che ha una significativa valenza strategica per lo sviluppo portuale della città, anche in prospettiva dello sviluppo della crocieristica». La spesa totale per la bonifica è quantificata in 35 milioni di euro, quasi tutti finanziati con fondi ministeriali. La Regione partecipa con 2,5 milioni.

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