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I sigilli sulla palazzina

I sigilli sulla palazzina

Chiuso bordello a Noale, trema il paese: i clienti nel libro mastro

Una 35enne cinese arrestata sabato. In manette anche il compagno. La donna gestiva il giro in una palazzina di via Mestrina, a Varese e Genova

Un giro vorticoso di prostitute completamente asservite alla loro "maitresse". Le teneva in pugno, e nel caso in cui i clienti avessero avuto richieste particolari, era pronta ad assecondarle. Del resto lei, una 35enne cinese, comandava. Punto. E ciò che imponeva era legge. Non solo per le ragazze che offrivano il proprio corpo in un'abitazione di via Mestrina a Noale, a poca distanza dall'incrocio del ristorante "Il Pioppeto", ma anche per altre ragazze sui vent'anni mano a mano finite sotto al suo giogo in un appartamento di Sesto Calende, in provincia di Varese, e di Genova. I carabinieri del nucleo operativo di Mestre, al termine di una indagine durata diversi mesi, hanno arrestato non solo la sfruttatrice di queste lucciole, ma anche il suo compagno. Un 57enne di Noale accusato di favoreggiamento, visto che secondo gli inquirenti era consapevole del giro messo in piedi dalla compagna senza cercare di ostacolarlo.

Le manette sono scattate sabato scorso durante un blitz condotto verso l'ora di pranzo. All'interno dell'abitazione diventata bordello sono stati sequestrati circa 1400 euro in contanti, l'incasso di alcuni giorni di attività, oltre che materiale inequivocabile che dimostrava il motivo per cui i clienti raggiungevano quella palazzina fronte strada. A indirizzarli lì era appunto la 35enne che possedeva una decina di telefoni cellulari. I loro numeri comparivano mano a mano in vari annunci sul web che hanno fornito ai militari l'input giusto per avviare le indagini. Nelle mani dei carabinieri anche il libro mastro, in cui la donna registrava con precisione clienti e introiti. Era necessario per mantenere saldamente le redini dell'attività, visto che le prostitute avevano diritto solo a circa il 40% degli "incassi".

L'arrestata risiede a Santa Maria di Sala ed è arrivata in Italia alcuni anni fa con tutte le carte in regola, a differenza della giovane trovata a Noale e di un'altra "liberata" a Sesto Calende. Entrambe irregolari e affidate a parenti in attesa della conclusione dell'iter per l'espulsione. Le tariffe variavano anche in base al cliente e alla prestazione: c'erano gli "habituée" e gli "occasionali". Si andava da un minimo di 50 euro a un massimo di 100. Indagini sono ancora in corso per far luce sulla rete di contatti su cui la 35enne, ora reclusa nel carcere femminile della Giudecca, aveva potuto contare in Piemonte e in Liguria per riuscire ad affittare gli appartamenti fuori regione. Naturalmente il suo nome non compariva mai, tutto era a nome di una parente. Il compagno 57enne è finito invece ai domiciliari anche dopo aver tentato in extremis di avvertire la maitresse del blitz dei carabinieri, dicendole al telefono di scappare. Una mossa disperata che è servita solo ad aggravare la sua posizione.

L'INTERVENTO DEI CARABINIERI

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