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Lo Iuav esporta sapere: ricercatrice ottiene borsa di studio americana

Elisa Dainese si è aggiudicato una delle borse Marie Curie per l'innovazione in Europa. Il progetto prevede lo studio delle influenze dell'architettura africana in quella occidentale

Se confini c'erano o ci sono, questa ricerca intende dimostrare che non erano così impermeabili come si potrebbe pensare. Soprattutto a livello culturale. Sono tanti, e spesso sulle prime pagine dei giornali, i cervelli in fuga che scelgono di riparare all'estero. Per una volta la notizia è diversa: un progetto italiano, promosso da una ricercatrice dell'università Iuav di Venezia, si è aggiudicato una delle borse Marie Curie, finalizzate a promuovere l'eccellenza e l'innovazione in Europa. Elisa Dainese, questo il nome della ricercatrice, ha presentato il suo progetto di studio chiamato "Afrobridge", ed è stato un successo.

Lo scopo è fare luce sull’influenza dell’architettura africana sull’architettura occidentale, attraverso l’analisi di nuovi documenti. Utilizzando un approccio multidisciplinare, il progetto definirà come l’Africa ha influenzato l’occidente anche dal punto di vista dei principi di sostenibilità del design e delle costruzioni. La ricerca sarà condotta da un team di storici dell’architettura, progettisti, antropologi. L’esito sarà la prima pubblicazione completa (e relativa piattaforma online) sull’argomento.

Afrobridge è uno dei progetti finanziati sui 962 presentati da tutti gli atenei d'Europa. Si svolgerà per due anni negli Stati Uniti e per un anno al Dipartimento di culture del progetto Iuav.

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