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Si faceva beffe delle denunce degli agenti, ma ora è finita in carcere

Una borseggiatrice 29enne croata da un anno "lavorava" a Venezia. Giovedì gli agenti della polfer hanno potuto finalmente arrestarla

Non si aspettava di finire in carcere. Del resto con tutte le denunce che aveva sul groppone, degli interventi delle forze dell'ordine una 29enne croata se ne faceva un baffo. Borseggiatrice abilissima proveniente da un campo nomadi milanese che più volte era stata individuata e bloccata a Venezia, nelle zone di maggio afflusso di turisti come la stazione o gli imbarcaderi principali. Stavolta per lei, nella tarda mattinata di giovedì, le cose sono andate molto diversamente: doveva essere una normale giornata di "lavoro" tra la folla, invece in questo caso si sono aperte le porte del carcere. 

La giovane è stata riconosciuta dagli agenti della polfer di Venezia Santa Lucia e sottoposta a un controllo preventivo. L'ennesimo. Una volta inserito il suo nominativo, però, ci si è accorti che la Procura di Milano, in virtù delle diverse denunce e dei numerosi reati commessi (anche declinando generalità false), pochi minuti prima aveva emesso nei suoi confronti un ordine di carcerazione. Pena a due mesi di reclusione. Gli agenti quindi hanno potuto stringere le manette ai polsi alla delinquente che da circa un anno bazzicava in laguna e accompagnarla al carcere femminile della Giudecca. Il provvedimento era stato sospeso a suo tempo perché la donna risultava incinta, ma giovedì era tornato valido.
 

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